Attenzione ai 3 pagamenti da non fare mai con soldi contanti per evitare perdite e multe salatissime

Chi deve effettuare dei pagamenti non può permettersi di agire con leggerezza o distrazione. Ogni volta che il contribuente trasferisce somme di denaro deve informarsi adeguatamente su come fare e quali strumenti di pagamento utilizzare. Non c’è alcuna clemenza neanche per chi commette errori anche in buona fede e persino regalando soldi a nipoti o figli si rischiano pesanti sanzioni. I nostri consulenti hanno già indicato “Quanti soldi si possono versare sul conto corrente di figli e parenti senza allertare l’Agenzia delle Entrate”.

Tuttavia sono i pagamenti in moneta sonante quelli che più espongono al pericolo di perdere agevolazioni e di subire misure sanzionatorie. Occorre pertanto fare attenzione ai 3 pagamenti da non fare mai con soldi contanti per evitare perdite e multe salatissime.

Anzitutto è necessario ricordare che esiste una soglia che il consumatore non deve oltrepassare quando effettua pagamenti in contanti. Ormai da tempo infatti le forze governative stanno portando avanti una dura battaglia contro l’uso di moneta liquida. E ciò perché spesso paga in contanti chi ha bisogno di liberarsi del denaro che percepisce ma che non dichiara all’Agenzia delle Entrate. Oltre all’evasione fiscale, il denaro in contante potrebbe nascondere il tentativo di riciclare soldi sporchi che provengono dagli affari della criminalità organizzata. Bisogna pertanto prestare molta attenzione ai 3 pagamenti da non fare mai con soldi contanti per evitare perdite e multe salatissime.

Attenzione ai 3 pagamenti da non fare mai con soldi contanti per evitare perdite e multe salatissime

Ricordiamo che il limite dei pagamenti in contanti fino al 31 dicembre 2021 è di 1.999,99 euro. Chi viola la soglia di utilizzo del contante che le attuali disposizioni legislative impone rischia una sanzione minima di 2.000 euro. Inoltre chi paga in contanti rischia di perdere anche importanti facilitazioni fiscali che consentono di ottenere rimborsi dall’Agenzia delle Entrate. Si pensi ad esempio alle detrazioni fiscali al 19% cui ha diritto il contribuente che sopporta alcune spese mediche.

Per ottenere sgravi fiscali è necessario pagare con strumenti elettronici che attestano l’effettivo trasferimento di denaro da un soggetto ad un altro. Identico il discorso relativo ai benefici fiscali di cui può godere chi effettua opere di ristrutturazione o acquista apparecchi avvalendosi del bonus mobili ed elettrodomestici. Il terzo pagamento che non si dovrebbe fare con moneta liquida riguarda le spese di fitto, di condominio e alcune forme di retribuzione. Si pensi ad esempio agli stipendi da corrispondere a badanti, addetti alla cura della persona o ai collaboratori domestici. Diversamente da quanto accade con i contanti, chi usa strumenti di pagamento elettronici può dimostrare il versamento della retribuzione mensile spettante.

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