Assumere giovani di età inferiore ai 36 anni porta a delle agevolazioni ed esoneri contributivi. I punti essenziali da conoscere

Buone notizie per quei datori di lavoro che decidono di ampliare il proprio organico. Infatti, assumere giovani di età inferiore ai 36 anni porta a delle agevolazioni ed esoneri contributivi.

Andiamo a illustrare cosa devono e possono fare i datori di lavoro ma facciamo prima una premessa.

Nel 2019 è stato pubblicato uno studio della CGIA di Mestre dal quale  è emerso che il costo del lavoro nel nostro Paese è il terzo più caro in Europa.

L’Italia dopo il Belgio e la Germania, è il Paese dove le tasse e i contributi sulla retribuzione lorda dei lavoratori dipendenti è il più elevato tra i Paesi OCSE.

Pertanto, è opportuno che il datore di lavoro, prima di procedere a nuove assunzioni, verifichi la possibilità di stipulare contratti di lavoro agevolati.

Le assunzioni  agevolate ove possibili sono importanti perché possono generare un risparmio aziendale, non solo se si decide di ampliare l’organico ma anche se si decide di sostituire i lavoratori assenti.

E con la crisi economica che attanaglia il nostro Paese, questa possibilità può rappresentare un’importante chance di ripresa per le aziende e comportare un incremento occupazionale.

Infatti, il costo del lavoro in presenza di rapporti assistiti da agevolazioni contributivi e/o fiscali si riduce sensibilmente.

Con i Consulenti di ProiezionidiBorsa oggi illustreremo i principali benefici contributivi connessi all’assunzione di particolari categorie di lavoratori.

In particolare, esamineremo gli incentivi riconosciuti per le assunzioni agevolate dei giovani under 36. Vediamo quali sono.

Assumere giovani di età inferiore ai 36 anni porta a delle agevolazioni ed esoneri contributivi

I datori di lavoro che assumono giovani under 36 nel biennio 2021-2022 a tempo pieno e indeterminato o che trasformano contratti da tempo determinato ad indeterminato, hanno diritto ad un esonero contributivo.

Esonero contributivo riconosciuto nella misura del 100% per un periodo di 36 mesi, nel limite massimo di 6mila euro annui.

Le buone notizie per chi assume giovani under 36 nel biennio 2021-2022 riguardano dunque, l’incentivo che consiste nell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali.

Qualora le assunzioni o le trasformazioni dovessero coinvolgere sedi o unità produttive nelle regioni di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia. Puglia, Calabria e Sardegna l’esonero contributivo riconosciuto sarà addirittura di 48 mesi.

La normativa di riferimento è contenuta nella Legge di Bilancio 2021 all’art. 1 commi 10-15.

A quali datori di lavoro spetta l’esonero contributivo

L’incentivo spetta ai datori di lavoro che non abbiano proceduto a licenziamenti nei 6 mesi antecedenti all’assunzione né nei 9 successivi.

Le ulteriori disposizioni in materia verranno approfondite dai provvedimenti attuativi e dalle indicazioni operative.

Approfondimento

Importanti agevolazioni contributive riconosciute dall’INPS in favore di alcune categorie di lavoratori

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