Anche se non sono farmaci l’Agenzia delle Entrate rimborserà i tamponi più acquistati dagli italiani con questa documentazione

Negli ultimi anni a causa della crisi epidemiologica tante abitudini e comportamenti di adulti e bambini sono necessariamente mutate. Se prima per molti era naturale scambiarsi un saluto abbracciandosi, adesso questo gesto è diventato quasi desueto. Anche i bambini hanno dovuto imparare a conoscere le distanze. Le mascherine sono ormai diventate un elemento indispensabile, un accessorio da tenere sempre con noi, un prodotto che ormai fa parte della spesa quotidiana. Tant’è che l’Agenzia delle Entrate ha deciso di rimborsare le spese sempre più diffuse in farmacia per questi prodotti che non sono farmaci mediante detrazione.

In particolare l’acquisto di mascherine può portarsi in detrazione nella misura del 19% se si tratta di dispositivi medici con marcatura CE. Per consentire alle famiglie di recuperare un po’ di soldi, l’Ente ha riconosciuto la possibilità di detrarle nell’ambito delle spese sanitarie della dichiarazione dei redditi. Ma oltre alle mascherine, negli ultimi tempi, e alla scorta di medicinali da tenere sempre a casa, molti acquistano anche i tamponi fai da te. Infatti sempre più persone preferiscono ricorrere privatamente piuttosto che recarsi in farmacia o in centri autorizzati.

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Anche se non sono farmaci l’Agenzia delle Entrate rimborserà i tamponi più acquistati dagli italiani con questa documentazione

Per questo l’Agenzia delle Entrate con la Circolare n.24/E del 7 luglio 2022 ha illustrato ulteriormente quali dispositivi ed esami possano considerarsi detraibili. Innanzitutto ha specificato che le spese per l’esecuzione dei tamponi e test per il Sars-Cov-2, eseguiti da laboratori pubblici/privati sono detraibili come prestazioni diagnostiche. Inoltre l’obbligo di pagamento tracciato sussiste solo se le prestazioni non sono eseguite da strutture private non accreditate al SSN. Mentre quelli eseguiti in farmacia sono detraibili anche se pagati in contanti, in quanto le farmacie operano in regime di convenzionamento con il SSN.

I tamponi rapidi fai da te, ovvero di autodiagnosi, non rientrano nell’elenco dei dispositivi di uso più comune emanato dal Ministero della Salute. Anche se non sono farmaci l’Agenzia delle Entrate provvederà ad effettuare il rimborso se si prestano le dovute accortezze al momento dell’acquisto. In particolare per poterli portare in detrazione qualora il documento di spesa non riporti il codice AD, è necessario prestare alcune attenzioni. Ovvero bisognerà conservare la documentazione dalla quale risulti che lo stesso ha la marcatura CE e la conformità alla normativa europea. Nel caso in cui ci si accerti che il tampone fai da te acquistato abbia queste due caratteristiche, potrà portarsi in detrazione nel 730/2022. Pertanto sarà possibile detrarre il 19% della parte eccedente euro 129,11 anche per queste spese che stanno diventando ormai sempre più diffuse.

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Controlli e multe dall’Agenzia delle Entrate per chi distrattamente scarica queste spese mediche dimenticando di pagare 2 euro

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