Alle vedove con queste difficoltà l’INPS garantisce 500 euro in più sulle pensioni di reversibilità

Quando viene a mancare il compagno di una vita ci si trova da soli ad affrontare i disagi e le problematiche tipiche della terza età. E non sempre la somma di denaro che arriva ogni mese con l’assegno pensionistico al coniuge superstite è sufficiente a coprire tutte le spese. Con i nostri consulenti abbiamo determinato quanto percepisce di pensione di reversibilità la vedova con redditi inferiori a 25.000 euro. E in particolare se si devono anche preventivare eventuali tagli sul rateo mensile del titolare che già percepisce altri trattamenti assistenziali. In caso affermativo su quali entrate si può contare nel caso in cui il destinatario della pensione ai superstiti svolge ancora un’attività lavorativa.

Sarebbe pertanto utile capire quanto prende di reversibilità la vedova che lavora o percepisce già la pensione per valutare le effettive entrate mensili. E per verificare che l’ammontare complessivo degli introiti possa bastare a soddisfare le esigenze di cura e assistenza della vecchiaia. Non a caso alle vedove con queste difficoltà l’INPS garantisce 500 euro in più sulle pensioni di reversibilità. Con l’avanzare degli anni potrebbe infatti imporsi la necessità di ricevere aiuto anche per le più semplici azioni della vita quotidiana. Anche lavarsi, vestirsi o preparare i pasti in autonomia potrebbe infatti rappresentare un ostacolo insormontabile se insorgono alcuni problemi di salute.

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Alle vedove con queste difficoltà l’INPS garantisce 500 euro in più sulle pensioni di reversibilità

Il soggetto che durante la vecchiaia perde progressivamente alcune specifiche abilità non è più in grado di provvedere ai propri bisogni senza ricorrere a terzi. Non sempre dispone di figli o parenti che possano aiutarlo pertanto deve rivolgersi ad addetti alla cura e sostenere i costi dell’assistenza a domicilio. In tal caso anche chi già percepisce il trattamento pensionistico di reversibilità può richiedere l’indennità di accompagnamento.

L’importo di questa prestazione è pari a 522,10 euro per 12 mensilità e non cambia in relazione alla condizione reddituale del beneficiario. Ricordiamo inoltre che gli assegni di accompagnamento per anziani si possono richiedere anche per queste 2 comuni malattie. Inoltre secondo quanto disciplina il Decreto legislativo n.18/1980 l’indennità di accompagnamento è cumulabile sia con altri trattamenti assistenziali che con le pensioni dirette o indirette. Pertanto anche la vedova titolare di pensione di reversibilità ha diritto a ricevere i sussidi mensili se in possesso dei requisiti sanitari.

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