A sorpresa tutti in pensione dopo i 60 anni da gennaio con le nuove quote

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Una novità per certi versi sorprendente quella che trapela dal neonato Governo con la nuova Ministra del Lavoro, Marina Calderone. Il governo potrebbe aprire ad una novità per certi versi straordinaria, con una misura che potrebbe davvero rappresentare la svolta per l’intero sistema.

Una pensione a quote, sulla falsariga di Quota 100 o Quota 102. Ma flessibile e con numerose combinazioni che nascono dal limite fisso di 35 anni di contribuzione versata. Un’autentica rivoluzione. Il dossier pensioni si amplia di un’altra ipotetica misura. E stavolta, le pensioni si estenderebbero di platea come mai prima d’ora.

Ormai con le quote gli italiani si sono abituati a fare o conti. Tanti anni fa c’era la Quota 96, misura unica nel suo genere, caduta nel dimenticatoio con la riforma Fornero. Per gli usuranti c’è Quota 97,6, unica misura con valide anche le frazioni di anno sia per età che per contributi. E da quattro anni a questa parte ecco l’esperienza con la Quota 100 o la Quota 102. In buona sostanza ai lavoratori la possibilità di accedere alla quiescenza sommando età e contributi, alcune volte con valide anche le frazioni di anno ed altre volte no.

Misure però che sono state sempre troppo rigide. Infatti la Quota 100 consentiva uscite con 38 anni di contributi e 62 anni di età, ma non con 39 anni di contributi e 61 anni di età o ancora, con 63 anni di età e 37 anni di contributi. Adesso però si allentano le maglie, almeno stando all’ipotesi di una pensione a Quota flessibile per chiunque superi i 60 anni di età. 

Tutte le nuove combinazioni  

Quasi a sorpresa tutti in pensione dopo i 60 anni con una ipotesi dell’ultima ora. A partire dai 61 anni di età e ferma restando a 35 anni la soglia contributiva, potrebbero venire superate le esperienze di Quota 100 e di Quota 102. L’idea è assai semplice nel suo genere perché fissando la quota della quiescenza, la flessibilità porterebbe ad una enorme estensione della platea dei potenziali beneficiari. Come dicevamo fermo restando i 35 anni di contributi versati che devono essere la base per poter accedere alla misura, è evidente che potrebbero lasciare il lavoro coloro che raggiungono le seguenti combinazioni:

  • 65+35;
  • 64+36;
  • 63+37;
  • 62+38;
  • 61+39.

Una vasta platea di potenziali beneficiari delle nuove pensioni a quote

Numerose le combinazioni possibili quindi, che potrebbero anche allargarsi ulteriormente. Infatti potrebbero risultare valide anche le frazioni di anno con una pensione a quota come originariamente venivano previste. E così potrebbero uscire in quiescenza anche quanti hanno 64 anni e 6 mesi di età e 35 anni e 6 mesi di contributi per esempio. Una vera misura flessibile che lascerebbe ai lavoratori la facoltà di scegliere quando lasciare il lavoro e quando no, in base ad esigenze personali, salute, forza e tipologia di lavoro. 

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