64 giorni in più per il Fisco e i contribuenti tremano

La pandemia che stiamo vivendo sta cambiando radicalmente molti comportamenti e abitudini. La Redazione di ProiezionidiBorsa si è occupata in diverse occasioni di analizzare le conseguenze economiche e sociali dell’emergenza in atto. I procedimenti giuridici non fanno eccezione poiché il lockdown ne ha allungato i termini. Insomma, il periodo di forzata inattività del Paese corrisponde ad un proporzionale allungamento dei termini di sospensione. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 30434/2020 per i processi ma questo avrà effetti anche in altri ambiti. Come analizzato in un recente approfondimento, infatti, anche le multe vanno in prescrizione. Con la sentenza citata, ci saranno quindi 64 giorni in più per il Fisco e i contribuenti tremano temendo eventuali notifiche.

La sentenza della Cassazione

La decisione dei giudici prende spunto da un reato di furto che si sarebbe prescritto durante il periodo di lockdown. L’impossibilità di celebrare i processi prevista dal Decreto Cura Italia aveva impedito di giudicare l’imputato nei tempi. Per i giudici, però, un successivo processo avrebbe piena validità, se svolto entro due mesi dalla scadenza originale. Sebbene nasca in ambito penale, la sentenza 30434/2020 è relativa ai termini di compimento di qualsiasi atto. Vale quindi sia in ambito penale che civile o amministrativo.

Pertanto, ne deriva un allungamento generalizzato dei tempi previsto dalla normativa per la prescrizione di qualsiasi atto. Quindi ci saranno 64 giorni in più per il Fisco e i contribuenti tremano per le possibili conseguenze. Atti notificati dopo l’originale scadenza ma non oltre il successivo sessantaquattresimo giorno saranno dunque validi. Comprese le relative sanzioni con tutte le conseguenze in caso di mancato pagamento.

64 giorni in più per il Fisco e i contribuenti tremano

La Corte di Cassazione ha motivato la sentenza specificando che essa non è in contrasto con l’articolo 25 della Costituzione. Ovvero che il Decreto Cura Italia non è una nuova norma, per la quale non sarebbe possibile punire qualcuno retroattivamente. Ne consegue che diversi procedimenti potranno proseguire nonostante siano ufficialmente scaduti i termini. Tutte le relative comunicazioni, se pervenute entro 64 giorni dopo la scadenza avranno pieno valore. Con probabile dispiacere per tanti contribuenti che speravano di poter beneficiare della prescrizione.

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