Victoria da censura la monella dei Maneskin, la band che vince ancora a NY

Un premio dietro l’altro per il gruppo rock dei ragazzi che iniziano per le vie di Roma. Con tanto di cappello a terra per le offerte dei passanti. Che si fermano tutti. Siamo negli anni pre-Covid, quando il gruppo che poi trionferà con «Torna a casa» (Marlene), blocca la centralissima Via del Corso. Nessuno sa di loro, ma la gente si ferma e rimane ad ascoltare. La band internazionale nasce così, per le vie della capitale. E in fondo tutto di loro ci fa pensare siano bravi ragazzi. Non foss’altro per la spontaneità con cui gioiscono ad ogni premiazione, come fossero bambini. E anche per la commozione che prova Damiano David (guai a chiamarlo Damiano dei Maneskin!) al ritorno come ospite sul palco dell’Ariston. La prima volta ci arrivano in gara con «Zitti e Buoni» ed è l’inizio del successo planetario.

Il look noir della band che canta Supermodel

Vincono di tutto, da Sanremo appunto, all’Eurovision Song Contest. Tutti li vogliono, li cercano e li seguono. In tv, sui social e dal vivo. La loro tournée è quasi sempre da sold out e in Italia, quando si esibiscono a Circo Massimo nella loro Roma, sono imperdibili davvero. Gli abiti di scena sono sempre un po’ all’insegna della trasgressione. Mai però raggiungono il livello (discutibile) di Achille Lauro che in più occasioni sfoggia costumi che sono tutto un dire. I Maneskin prediligono lo stretch rigorosamente nero con molto nude. Ma qualche volta esagerano.

Così capita che la bella Victoria qualche volta finisce in topless e se non ci sono le telecamere in diretta, in fondo glielo si può pure perdonare. Ma nel caso ultimo, non è esattamente così. Assistiamo ad una Victoria da censura, la monella dei Maneskin finisce a torso nudo. E le telecamere in quel degli States si spostano sul pubblico e altro per ovviare al disagio. Lei indossa un top monospalla che tiene scoperto tutto un lato dove solo un cuore argentato copre parte del décolleté. Ma cade giù e Victoria continua a suonare. Un momentaccio che imbarazza le telecamere e la regia.

Victoria da censura la monella dei Maneskin, la band che vince ancora a NY

A questo si aggiunge il semi-nude di Damiano che sul retro sfoggia un perizoma. E i conti non tornano. Perché si è pur sempre ad una manifestazione di rilievo dove la trasgressione è abbastanza abituale, ma entro certi limiti. Anche perché a volte non è necessario ricorrere a cotanto nude. Il gruppo non ha bisogno di aggiungere altro al suo. Presumibilmente il look risponde ad una scelta di stile. Che però questa volta fa cilecca e quasi mette in secondo piano il prestigioso premio che portano a casa.

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