Tutti amiamo brindare con lo spumante eppure pochissimi conoscono il reale utilizzo della gabbietta del tappo

Capita spesso che alcuni oggetti entrino a far parte della nostra vita senza conoscerne veramente il reale utilizzo. Se ci pensiamo bene, sono più di quelli che ci aspetteremmo. Ad esempio, in pochi conoscono la reale origine della cravatta che portano con sé.

Lo stesso potrebbe capitare con un oggetto che quasi certamente avremo utilizzato nei giorni delle festività, e cioè la cosiddetta capsula di spumante. Ad occhio ci sembrerebbe che il suo impiego sia solamente quello di chiudere il tappo dello spumante. A ben vedere, invece, ci sono una pluralità di questioni molto tecniche sintetizzabili in poche righe ma che vanno oltre il semplice fatto di contenere il sughero. Per il nuovo anno, lauree o compleanni tutti amiamo brindare con lo spumante eppure pochissimi conoscono il reale utilizzo della gabbietta del tappo.

Un pochino di storia

In estrema sintesi, il raggiungimento del tappo per champagne e spumante come lo conosciamo ed utilizziamo oggi è dovuto all’invenzione delle due componenti, il sughero e la gabbietta. Il primo si diffuse tra il Seicento e Settecento, mentre prima si cercava di utilizzare della cera per impedire al gas di uscire. Ma fu dal 1844 in poi che venne inventata la gabbietta. Infatti, prima si ricorreva a metodi artigianali di chiusura con fili di canapa e fili di ferro attorcigliati. Questa invenzione fu merito di Adolphe Jacquesson, un produttore di champagne che pensò alla famosa placca di lamierino fustellata e preformata. La capsula permetteva di fissare saldamente il tappo assicurando un’ottima tenuta ed era molto bella da vedere.

Due italiani (i fratelli Cortellazzi) che lavoravano il ferro, invece, perfezionarono l’idea, creando una prima macchina per la produzione delle gabbiette con un solo filo. La successiva evoluzione delle tecniche di stampa ha portato alla produzione di capsule sempre più artistiche. E che sono diventate veri e propri oggetti di collezionismo ricercatissimi. Ma ecco la spiegazione dell’impiego della gabbietta. La funzione di impedire che il tappo esca, infatti, non è affatto l’unica.

Per il nuovo anno, lauree o compleanni tutti amiamo brindare con lo spumante eppure pochissimi conoscono il reale utilizzo della gabbietta del tappo

La grande importanza della gabbietta sarebbe dovuta al fatto di operare una deformazione elastica del tappo di sughero lasciato esterno. Questa deformazione avviene tramite un segno (le micro canalizzazioni) che hanno una forma studiata per consentire il cosiddetto “effetto tappo corona”. In base a questo effetto, il tappo, cioè, si aggraffa alla bottiglia tramite la sottile guarnizione tra la parte metallica e la bocca della bottiglia.

In pratica la maggiore pressione esercitata grazie alle canalizzazioni, alla guarnizione metallica ed al filo intrecciato elastico e deformabile, riesce a far chiudere le microporosità presenti nel tappo di sughero (e che altrimenti causerebbero l’uscita del gas). La sottile guarnizione posta tra la gabbietta ed il tappo (la parte spesso colorata con il marchio dello champagne e dello spumante) sigilla, adattandosene, le micro canalizzazioni.

Infine, ulteriore utilizzo della gabbietta è che questa ci può aiutare a non far partire lontano il tappo nel momento in cui apriamo la bottiglia per celebrare la nostra ricorrenza.

Dopo aver ragionato tanto sulla teoria, forse ci sarà venuta voglia di fare un brindisi. Dobbiamo sapere, allora, che vi consigliamo un metodo per conservare al meglio champagne o spumante dopo aver stappato la bottiglia per mantenere intatte le frizzanti bollicine e riutilizzarlo.

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