Sulle pensioni nessun pignoramento fino a 1.000 euro a tutela delle minime

Avere debiti fiscali è una situazione assai frequente nella popolazione. I debiti per tasse e balzelli riguardano tutti, dai lavoratori ai pensionati. Le pendenze nei confronti dello Stato per quanto riguarda IRPEF e IVA, oppure quelle nei confronti della Regione e dei Comuni, dal bollo auto all’IMU, vanno pagate. Sia per dovere morale che per questioni di legge. Riuscire a pagare le tasse però non è facile, a maggior ragione oggi con la grave crisi economica di questi tempi.

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Sulle pensioni nessun pignoramento fino a 1.000 euro a tutela delle minime

Le conseguenze per chi non paga i debiti tributari o fiscali possono essere molto gravi. Innanzitutto perché una tassa non pagata nei termini inizia, immediatamente dopo la scadenza, ad essere gravata di sanzioni e interessi. E poi una tassa non pagata col tempo può finire con il diventare cartella esattoriale e in questo caso la situazione peggiorerebbe drasticamente sia come importi da pagare che come conseguenze finali. Molti non lo sanno, ma rischiano il pignoramento della pensione in questi casi.

Pignoramento per debiti non pagati, ecco i rischi

Non è raro che una partita col Fisco relativa ad un debito diventato ruolo, e quindi cartella, finisca nel pignoramento. E se il debitore è un pensionato, a finire nel mirino del pignoramento è la pensione stessa. Sono molti i pensionati che subiscono il pignoramento di una parte della pensione proprio in collegamento alle cartelle esattoriali e ai debiti di varia natura. La legge, però, tutela il pensionato limitando la parte attaccabile di una pensione. La novità delle ultime ore è un miglioramento della situazione per il pensionato, perché aumenta la soglia di pensione che non può essere pignorata.

Il nuovo limite anti pignoramento

Con un intervento normativo, cioè con il Decreto Aiuti bis, viene ritoccato il limite fino al quale una pensione non può essere pignorata. Ritoccato il cosiddetto minimo vitale, fino ad oggi pari a 702 euro circa, o meglio, a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (468,28 euro l’importo mensile dell’assegno sociale 2022). È il codice di procedura civile all’articolo numero 545 infatti che stabilisce la parte di pensione non pignorabile in un importo pari all’assegno sociale aumentato della sua metà. E da adesso il limite sale a mille euro. In pratica il pignoramento potrebbe riguardare solo la parte eccedente i primi 1.000 euro di pensione. E le regole sono le solite, con il limite pignorabile di 1/5 di questa eccedenza. Sulle pensioni nessun pignoramento fino a 1.000 euro, quindi, a tutela dei pensionati che la crisi la stanno subendo da vicino.

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Aumento pensioni a ottobre 2022 e le cifre fascia per fascia

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