Stop al rialzo a Wall Street?

Momento nodale per i mercati americani-Foto da pixabay.com

Siamo in un momento molto particolare per i mercati e l’economia globale. Dopo l’inflazione alta e le guerre in Ucraina e in Israrele, alcune Banche centrali hanno iniziato ad abbassare i tassi e altre lo faranno probabilmente entro il 2024. Si addensano frattanto fra gli investitori preoccupazioni circa un’evemtaule recessione e in alcuni casi per un’escalation delle guerre in corso. Inoltre, ai livelli attuali, i mercati da ottobre del 2022, sono saliti  di oltre il 50%. Un rendimento del genere negli annali storici dal 1898 ad oggi, è stato registrato di media in 5 anni.  Stop al rialzo a Wall Street? Vedremo cosa accadrà.

Un interessante punto di vista sui mercati

Alberto Conca di Zest Asset Management sostiene che le obbligazioni statunitensi sono attualmente più attraenti delle azioni, poiché offrono rendimenti simili con minore volatilità. Il mercato azionario USA è debole a causa di fattori come l’elevato debito pubblico, tendenze demografiche sfavorevoli, tassi di interesse e redditività delle imprese.

Il debito pubblico degli Stati Uniti è in crescita, con il rapporto debito/PIL previsto al 165% entro il 2035. La crescita del debito supera quella del PIL e il costo degli interessi potrebbe aumentare significativamente se i tassi di interesse salgono. La metà del debito scade entro tre anni, il che potrebbe incrementare ulteriormente i costi.

Il “moltiplicatore del debito”, ovvero l’efficienza con cui il debito genera PIL, è diminuito, richiedendo sempre più debito per stimolare la crescita economica. Con un debito elevato, la crescita del PIL tende a rallentare, influenzando negativamente le valutazioni azionarie. Anche la crescita demografica e della produttività sono in calo, limitando il potenziale di crescita economica degli USA.

L’immigrazione contribuisce positivamente alla crescita della popolazione, ma i salari sono tornati a crescere solo moderatamente, intorno al 4%, un livello che non dovrebbe essere inflazionistico. Le aspettative di inflazione sono sopra il 2%, e l’espansione monetaria degli ultimi dieci anni ha portato a un aumento generale dei prezzi.

La redditività delle imprese ha visto una crescita media degli utili dell’8-10% a lungo termine, ma con variazioni cicliche. A novembre 2023, il mercato ha subito un calo del 24%, aumentando la probabilità di una recessione nei prossimi 18 mesi al 50%. Conca conclude che, data la situazione attuale, l’asset allocation dovrebbe favorire obbligazioni statali e corporate bond rispetto alle azioni, con possibilità di aumentare l’esposizione azionaria in caso di volatilità e correzioni future.

Stop al rialzo a Wall Street? Come mantenere il polso della situazione

La giornata di contrattazione del 13 giugno ha chiuso ai seguenti prezzi:

Dow Jones

38.647,11

Nasdaq C.

17.670

S&P500

5.433,73

Per il momento il quadro grafico è rimasto invariato. Inizio di una probabile fase ribassista con chiusure gironliere e pois ettimanali inferiori a:

Dow Jones

38.747

Nasdaq C.

16.645

S&P500

5.234.

La nostra attenzione è posta sui livelli appena menzionati e poi sulla scadenza del nostro setup rosso annuale del 27 giugno. Giugno saluterà il rialzo per qualche mese? Fino a ottobre? Torneremo su questo argomento nei prossimi giorni.

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