Soldi sul conto corrente o sui titoli di Stato: cosa conviene fare da oggi in poi?

Soldi sul conto corrente o sui titoli di Stato: cosa conviene fare da oggi in poi?

Il momento è di quelli decisivi. Nei prossimi giorni  e nella prossima settimana l’Italia si prepara al redde rationem, che per noi ha una data ben definita, il 23 aprile. Quel giorno, infatti, si riunisce il Consiglio Europeo, ossia l’insieme dei capi di Stato e di governo dell’UE. All’ordine del giorno praticamente una cosa sola: come articolare l’aiuto da fornire, tutti insieme, alle varie nazioni Europee. In pratica, l’Europa decide il suo futuro. Decide se andare avanti insieme unita, o se fornire una spinta forse decisiva a quei movimenti nazionalisti che remano in senso opposto. Che remano verso il ritorno a semplici stati nazionali. In pratica, un’Europa nuovamente divisa e che tornerebbe a guardarsi in cagnesco.

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Tutto questo, come potete ben capire, tocca anche i cittadini di uno Stato. Ed i cittadini sono anche risparmiatori. Ed hanno soldi sui conti correnti. Soldi, denaro che spesso viene investito. In Italia, questi soldi vengono investiti per la maggior parte in titoli di Stato. Quindi la domanda sorge spontanea, visto quanto detto prima: soldi sul conto o sui titoli di stato: cosa conviene fare da oggi in poi?

Soldi sul conto corrente o sui titoli di Stato: cosa conviene fare da oggi in poi?

I soldi sul conto corrente rendono ben poco, anzi. C’è l’imposta di bollo, da considerare, prima di tutto. Si tratta di una tassa, definita per legge, dovuta per il possesso di un conto corrente sia dalle persone fisiche sia dalle persone giuridiche. È una delle voci che rientra tra le spese di tenuta di un conto corrente. In pratica è una delle 15 patrimoniali nascoste che paghiamo senza saperlo. L’imposta di bollo è dovuta per tutte le tipologie di conti correnti bancari (vincolati o meno), per i conti correnti postali e per i libretti di risparmio. Ammonta a 34,20 euro per le persone fisiche, 100 euro per le aziende, le imprese e i titolari di partita IVA.

I costi del conto, per una banca online, tra gennaio 2019 e gennaio 2020 sono aumentati. Sono passati da 45,26 euro a 58,58 euro, con una variazione nella spesa del 29,44% nell’arco di soli 12 mesi. Per i conti correnti tradizionali è ancora peggio. In media, il costo di un conto tradizionale è passato dai 100,68 euro del 2019 ai 123,46 euro del 2020, con un aumento del 22,62%. Ah, e poi c’è l’inflazione, fenomeno che non può essere mai arrestato. I conti correnti sarebbero remunerati ma, con la situazione bancaria che c’è in italia, ed i costi prima delineati, avere un conto corrente che renda qualcosa è pura utopia. Fate vobis…

Cosa fare quindi?

Quindi riponiamoci la domanda di prima. Soldi sul conto o sui titoli di stato: cosa conviene fare da oggi in poi? Come potete ben capire, tenere i soldi sul conto corrente non conviene affatto, anzi. Ma metterli sui titoli di Stato conviene? Vediamo un po’… Il Btp decennale italiano, il riferimento delle obbligazioni statali, oggi rende l’1,72%, se portato a scadenza. Le divisioni così semplici le sapete fare da soli, quindi sapete già quanto vi renda annualmente, che è molto meno dell’inflazione. Quest’ultima, infatti, è pari al +0,7%. Il che vuol dire che ogni anno investire nei Btp decennali vi fa perdere almeno lo 0,54%. Un bell’affare, non c’è che dire. Se proprio si vuole investire nel debito italiano, chiaramente meglio il Btp Italia, che almeno è indicizzato all’inflazione, e che quindi la annulla.

Soldi sul conto corrente  o sui titoli di Stato: cosa conviene fare da oggi in poi, quindi? Nessuno dei due, verrebbe da dire. Dovendo scegliere chi buttare giù dalla famosa torre, comunque, sceglieremmo il conto corrente. In questo momento, la remunerazione bancaria pura e semplice è inesistente, mentre sui titoli di stato nostrani qualcosa si può guadagnare, magari sulle scadenza molto lunghe. E poi si può investire su altri titoli di Stato, certamente più remunerativi. Ce ne sono ancora parecchi sui mercati finanziari, sia in Europa che nel resto del mondo.

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