Sfatare un mito: con la cultura non si fanno soldi

cultura

La cultura è sempre stata vista come una materia che non porta fortuna. E tantomeno soldi. Con questo articolo vogliamo dimostrare il contrario. Il nostro intento preciso è di sfatare un mito: con la cultura non si fanno soldi. Banca Etica ha messo sul mercato i “cultural bond”. Si tratta di un prestito obbligazionario per finanziare le imprese culturali. Questo settore con la pandemia del coronavirus ha subìto un forte ridimensionamento. Banca Etica ha intenzione di raccogliere circa 15 milioni in modo da poter dare credito alle imprese culturali. I risparmiatori prenderanno al volo questa opportunità?

Di cosa si tratta

Il prestito obbligazionario ha una emissione a medio-lungo termine con durata sette anni. Il rendimento annuo è dello 0,90%. Il collocamento è iniziato il 15 settembre e termina il 20 novembre 2020. I risparmiatori hanno la possibilità di investire su un lotto minimo di 1.000 euro.

I cultural bond fanno breccia?

Sulla riuscita dell’operazione finanziaria è tutto da vedere. I risparmiatori stanno alla finestra e vogliono tastare con mano se i cultural bond fanno breccia nei cuori. La Banca Etica punta ad una clientela che investe in un prodotto semplice e che non vuole rischiare troppo. Questo prestito obbligazionario genera un flusso di reddito sicuro e costante con uno sfondo altamente sociale. Banca Etica ha inserito la possibilità del disinvestimento anticipato per attrarre il maggior numero di risparmiatori.

Un nuovo modo di investire i risparmi

Tra i risparmiatori cresce la voglia impiegare i propri soldi per finanziare progetti di utilità sociale e ambientale e nel contempo ottenere ritorno economici per se stessi. La finanza etica sposa alla perfezione questi due concetti.

Quante imprese culturali ci sono in Italia

Il settore in questo momento ha bisogno dell’aiuto di tutti. Le imprese culturali sono 400mila. Lavorano circa 1,5 milioni di persone. L’industria culturale ha subìto una perdita di circa 600milioni di euro per colpa dell’emergenza sanitaria. In considerazione del contesto storico è necessario sfatare un mito: con la cultura non si fanno soldi.

Consigliati per te