Salvini ricomincia da Roma, domani la Convention «È l’Italia che vogliamo» ecco gli ospiti più attesi

Domani inizia la Lega. Si parte per il lungo viaggio che porterà alle elezioni politiche del 2023. Dallo spazio La Lanterna di Roma, la Lega presenta la kermesse elettorale dal titolo «È l’Italia che vogliamo». Lo scopo è far luce sui punti salienti che distinguono il programma del Carroccio e i temi cari al partito riguardano fisco, giustizia, lavoro e geopolitica.

Gli ospiti

Salvini ricomincia da Roma e interpretiamo la scelta della città come un modo per dire all’Italia tutta che la Lega non sarebbe più arginata al concetto da cui tutto ebbe origine. Cioè di un partito del Nord per il Nord e dalle mire secessioniste verso i terun. Poi un po’ per necessità un po’ per il rinnovato intento di allargarsi, la leadership fu cambiata e Salvini rimpiazzò Umberto Bossi. Come non dimenticare le immagini con l’ampolla sulle rive del Po. Ma si tratta di una pagina da dimenticare da cui la Lega odierna obiettivamente pare prenderne le distanze. Sul palco domani ci saranno l’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, l’ambasciatore francese Christian Masset. Ancora i vertici di Eni, Enel e Terna e i segretari di Cisl e Ugl. Aprirà i lavori Armando Siri.

Salvini ricomincia da Roma, domani la Convention «È l’Italia che vogliamo» ecco gli ospiti più attesi

Armando Siri è l’amico fidato di Matteo Salvini nonché il braccio destro (quello vero) del leader del partito. E aprirà lui la fitta agenda di domani. In realtà non sarebbe amatissimo da molti altri all’interno del gruppo che tuttavia digeriscono il boccone per aderire ad un programma fedeltà. Persona indubbiamente di spessore, avrebbe avuto qualche problemino con la Giustizia per bancarotta fraudolenta, finanziamento illecito e fatterelli legati al minieolico. Soprattutto però è l’uomo che ha detto «no» all’Euro e pure sul vaccino non ha nascosto delle riserve. Anche sulla guerra, secondo alcuni maldicenti sarebbe filorusso, per via della mancata presenza in Parlamento quando c’è stato l’intervento in videocall di Zelensky. E ancora perché non ha votato la risoluzione a favore dell’Ucraina. A parte questi distinguo è lui l’uomo di fiducia della Lega e di Matteo Salvini in particolare, che lo ritiene un punto fermo. Del programma probabilmente farà parte il concetto di Pace tra Russia e Ucraina. Adesso sia per amicizia con Putin o meno, al punto cui siamo arrivati, si tratta dell’auspicio di molti italiani.

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