Riparte la stagione del tartufo bianco, ecco dove cercarlo con successo

Con l’avvio di settembre riparte la stagione del tartufo bianco, ecco dove cercarlo con successo. Tuttavia, la riapertura dei termini non è univoca in tutta Italia. Per cui prima di passare all’opera è importante prendere visione dei calendari regionali. Infatti la sua ricerca non è consentita per l’intero anno, ma varia da regione a regione. Ancora, è essenziale prendere visione dei regolamenti vigenti n tema di patentini ed altro affine. Per cui il primo passo da fare è quello di leggere attentamente le disposizioni in materia, valevoli per l’area in cui intendiamo procedere nella ricerca.

Le regole basilari

Per la ricerca del tartufo bianco ci vuole esperienza, pazienza e tempo. Non ci si improvvisa affatto, anzi spesso si tratta di competenze tramandate di generazione in generazione. Il nonno o il parente che insegna a figli e nipoti nel weekend è un classico di questa specialità. Oggi tale ricerca avviene con l’ausilio di particolari razze di cani addestrati ad annusare il profumo che emano le spore attraverso il terreno. Anche se l’animale scopritore per eccellenza del tartufo è il maiale. Nel Medioevo, infatti, veniva lasciato pascolare sotto i boschi ed il suo fiuto al riguardo è infallibile. Decisamente migliore di quello dei cani addestrati. Tuttavia, l’impiego di maiali non è legalmente consentito dal 1985.

Un ottimo consiglio è poi quello di battere le zone prossime a dove si vive anziché imbarcarsi per zone lontane e sconosciute. Uno, si evitano eventuali e spiacevoli sovraffollamenti di ricercatori. Secondo, poiché la ricerca del tartufo chiede tempo, battere sempre una stessa grande zona alla lunga ha i suoi vantaggi.

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L’importanza di seguire attentamente le condizioni climatiche

Il tartufo è un fungo particolare che per crescere chiede certi climi specifici. Ossia estati non troppo calde e non troppo siccitose, ed autunni non troppo piovosi. Questo fungo ha infatti bisogno di umidità e cresce nell’ombra dei boschi, che non devono tuttavia risultare troppo fitti. Oggi tuttavia, il clima è mutato e si hanno lunghi periodi privi di piogge e in estate temperature ben aldilà della media.

Ecco allora perché bisogna stare molto attenti alle piogge, e seguirne scrupolosamente il loro evolvere. Seguire le condizioni meteo prima e durante il calendario di apertura della raccolta è essenziale per ottimizzare il timing delle battute di ricerca. Le precipitazioni fanno sì che si formino delle muffe sotto terra, delle micro radici che si radunano tutte attorno alla radice di alcuni alberi specifici e da cui prendono nutrimento. Se continua a piovere, il tartufo cresce e matura; in caso di siccità, la muffa si asciuga e muore.

Vanno evitate le uscite con condizioni climatiche particolarmente avverse. Tipo quando c’è pioggia, neve o vento forte: questo perché il profumo delle spore non sarebbe percepito dai cani.

Riparte la stagione del tartufo bianco, ecco dove cercarlo con successo

Il tartufo bianco predilige terreni umidi, freschi e sabbiosi, terreni di fondovalle. Ancora importante è la ricerca della vegetazione giusta, perché il tartufo cresce lì dove sono presenti alcune piante simbionte.

Tra le piante simbionte, vanno ricercati il nocciolo e il salice, la quercia e i pioppi. Altrettanto importanti sono le aree c.d. pianelli, ossia quelle zone umide ma senza ristagno d’acqua e con scarsa vegetazione. Ad ogni modo è il giusto grado di umidità dell’habitat che stiamo battendo a determinare il successo o meno della nostra ricerca.

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