Riforma delle pensioni nel segno della Fornero ma con 60 anni di età, ecco chi potrà andarci subito

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Ormai appare sempre più probabile che la vera riforma delle pensioni slitterà entro la fine della legislatura. Infatti la carenza di fondi a disposizione del Governo e i conti pubblici spingono nella direzione di tornare ad utilizzare in pieno le regole previste dalla riforma Fornero senza grandi stravolgimenti. Anzi, quelle che prima erano solo delle ipotesi adesso stanno diventando sempre più realtà.

Infatti l’8 Maggio scorso alcune mozioni delle opposizioni sono state bocciate dal Governo. Mozioni che riguardavano dei ritocchi alle misure pensionistiche. Quello che è chiaro è che probabilmente nel 2024 i lavoratori avranno sempre meno opzioni da utilizzare per poter andare in pensione prima rispetto ai requisiti ordinari.

Riforma delle pensioni nel segno della Fornero ma con 60 anni di età, ecco chi potrà andarci subito

Le novità del 2023 sono state sostanzialmente il varo di Quota 100 al posto della Quota 102, la proroga dell’APE sociale e la proroga di Opzione donna. Escludendo il fatto che quota 103 abbia riportato l’età pensionabile a 62 anni come fino al 2021 ha permesso la Quota 100, da segnalare un inasprimento del requisito contributivo rispetto al 2022. Infatti nel 2022 ha funzionato la Quota 102 che permetteva di uscire al lavoro a 64 anni di età e con 38 anni di contributi versati. La Quota 103 invece permette di uscire dal lavoro a partire da 62 anni di età ma con 41 anni di contributi versati. Rispetto al 2019 in cui funzionava la Quota 100 con 62 anni di età e 38 anni contributi versati, qualcosa negli ultimi anni è nettamente peggiorato. Escludendo l’APE sociale che è rimasta praticamente inalterata rispetto al 2022, ancora peggio è andata ad opzione donna. Infatti la proroga della misura nel 2023 ha visto nettamente ridursi la platea delle potenziali beneficiarie.

A 60 anni in pensione, ma con limitazioni sia di importo che di beneficiari

Opzione donna non è più come prima. Infatti fino al 2022 potevano lasciare il lavoro a 58 anni le lavoratrici dipendenti e a 59 anni le lavoratrici autonome. Bastava aver raggiunto i 35 anni di contribuzione. Età e contributi andavano completati entro il 31 dicembre dell’anno precedente quello di presentazione della domanda. Con la nuova versione invece l’età di uscita è passata a 60 anni ma solo per una piccola fetta di lavoratrici. Infatti possono lasciare il lavoro a 60 anni di età:

  • invalide al 74% almeno;
  • caregivers che assistono parenti stretti conviventi disabili gravi;
  • disoccupate;
  • lavoratrici di aziende con tavoli di crisi avviati.

A 58 anni possono uscire solo le lavoratrici disabili o caregivers che hanno avuto due o più figli. Con un solo figlio invece servono 59 anni di età. Senza figli tutti a 60 anni tranne disoccupate e lavoratrici di aziende in crisi che possono godere del vantaggio di lasciare il lavoro a 58 anni. Anche per la nuova versione di opzione donna servono 35 anni di contributi che insieme all’età devono essere completati entro l’anno precedente. Le mozioni del Movimento 5 Stelle e del PD, che la maggioranza ha bocciato, prevedevano la cancellazione del collegamento di Opzione donna ai figli avuti ed un ritorno alle regole precedenti prima citate. Con la bocciatura delle mozioni il ritorno alla Legge Fornero appare sempre più vicino. Nel 2024 senza grosse novità si assottigliano le possibilità di uscire dal lavoro. E si va sempre più verso una riforma delle pensioni nel segno della Fornero.

 

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