Rebus Legge di Bilancio per il Governo Meloni tra bollette e tetto al contante

Legge di Bilancio

Sono davvero stretti i tempi per il Governo italiano al fine di mettere a punto una manovra finanziaria finalizzata a dare risposte ai cittadini e alle imprese. Perché l’inflazione galoppa e perché i maggiori costi energetici rischiano di affossare la nostra economia. Vista già in recessione tecnica per il prossimo anno dal Fondo Monetario Internazionale.

Al riguardo è lecito scommettere sul fatto che buona parte delle risorse della manovra del Governo Meloni saranno destinate al contrasto del caro energia. Il che comporterà, tra l’altro, lo spostamento di alcune misure strutturali di cui il Paese, e in particolare i lavoratori, hanno bisogno. Dalla riforma delle pensioni a una corposa riduzione del cuneo fiscale.

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Di riflesso, gli aiuti alle famiglie contro il caro delle bollette potrebbero essere anche stavolta una tantum. Così come ha fatto il Governo Draghi introducendo due Bonus contro l’attuale emergenza energetica. Ovverosia, prima un bonus da 200 euro, e poi uno da 150 euro. Istituito in zona Cesarini dall’Esecutivo Draghi già dimissionario.

Rebus Legge di Bilancio per l’Esecutivo guidato dalla leader di Fdi

Inoltre, tra le misure attese contro il caro bollette, per aiutare i cittadini, potrebbero esserci quelle finalizzate a tutelare la morosità incolpevole. Ovverosia, evitare procedure esecutive a carico di tutte quelle famiglie che realmente non hanno in questo momento i soldi per pagare le bollette di luce e gas scadute. Così come, rispetto al Governo Draghi, è attesa pure una revisione sugli extra profitti. Quelli conseguiti in questi mesi dalle società energetiche.

Sul rebus Legge di Bilancio, anche in ragione di risorse a disposizione che, senza uno scostamento di bilancio, sono limitate, a tenere banco è pure il tetto al contante. Considerando la proposta di Legge presentata dalla Lega. Al fine di innalzare il limite ai pagamenti cash a ben 10.000 euro.

Ma è probabile che la soglia sarà innalzata su valori decisamente più bassi. Si vocifera, infatti, in merito a un innalzamento della soglia ai pagamenti cash a 5.000 euro. O magari solo a 3.000 euro. Rispetto agli attuali 2.000 euro. E rispetto ai 1.000 euro fissati dal 2023 senza interventi legislativi.

Contro l’inflazione galoppante ecco cosa chiedono le associazioni dei consumatori

Tutto questo mentre alcune associazioni dei consumatori caldeggiano con urgenza la riduzione dell’IVA sui generi alimentari. In modo tale da contrastare un’inflazione che in Italia è ormai prossima al 12%. Precisamente, all’11,9% in accordo con i dati preliminari forniti dall’ISTAT per il corrente mese di ottobre.

Il capitolo pensioni nella prossima manovra. Attese solo delle proroghe

La necessità di destinare un’ampia fetta di risorse al caro bollette porterà l’Esecutivo Meloni pure a rinviare la riforma strutturale delle pensioni. Al pari di quanto avvenuto con il Governo Draghi che non è riuscito a completare la legislatura. Con il probabile rinvio, tra l’altro, pure dell’introduzione della Quota 41 pura. Una misura che, in tema di previdenza pubblica, è da tempo uno dei cavalli di battaglia della Lega che è guidata da Matteo Salvini.

In particolare, nella Legge di Stabilità del Governo guidato dal premier Giorgia Meloni, sul tema pensioni, dovrebbero esserci solo delle proroghe. Ovverosia, le conferme anche per il 2023 delle due misure di pensionamento anticipato. Che sono rappresentate da Opzione Donna e dall’Ape Sociale.

Mentre al momento è decisamente più in bilico la possibile proroga della Quota 102. Una misura di pensionamento anticipato istituita dal Governo Draghi per superare la Quota 100 il cui triennio sperimentale è scaduto nel 2021.

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