Quasi nessuno lo immagina, ma essere tristi e pessimisti potrebbe fare bene alla salute

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Il periodo storico che stiamo vivendo da ormai quasi due anni sembra averci catapultato da un momento all’altro in una dimensione surreale.

Probabilmente nessuno avrebbe mai immaginato di ritrovarsi chiuso in casa per settimane e di rischiare una sanzione se avesse superato il proprio circondario. Allo stesso modo, non pensavamo neppure lontanamente di rischiare un contagio di questa portata e di una forza tale da mandare gli ospedali in tilt.

Insomma, possiamo dire tutto, ma non che la nostra sia un’epoca di gioia e serenità. Col tempo le cose stanno nettamente migliorando e, a poco a poco, abbiamo ripreso il controllo della nostra vita e delle attività quotidiane.

Tuttavia, resta quel velo di incertezza e di dubbio che ancora non ci fa sentire totalmente tranquilli. Quante volte, però, ci siamo sentiti liberi di esprimere i nostri sentimenti negativi senza sentirci in colpa?

Quasi nessuno lo immagina, ma essere tristi e pessimisti potrebbe fare bene alla salute

Capita che la cosiddetta “lamentela” sia mal vista e faccia etichettare chi la manifesta come noioso e da evitare. Purtroppo, vige una regola non scritta per cui bisogna essere sempre felici. Ma chi l’ha detto che debba essere così e che faccia bene alla salute? Nessuno, perché è esattamente il contrario.

Si tratta di quel fenomeno paradossale, ma assolutamente vivo e costante nella nostra società, per cui dobbiamo mostrare sempre il sorriso. Gli psicologi hanno dato un nome a questo fenomeno, chiamandolo “positività tossica”. Abbiamo già capito di cosa si tratta, ma forse ci sfuggono alcuni punti.

Ogni persona, nel corso della sua vita, sperimenta varie emozioni, positive e negative, ciascuna necessaria per la sua crescita e maturazione. Ecco perché stare male non è noioso, è normale.

Ma perché fingere di stare bene e stamparsi sempre uno smile sul volto non è propriamente salutare? Scopriamolo subito.

Perché la positività può essere tossica

La risposta sta nella negazione della realtà. Semplicemente, quando si finge di stare bene si nega l’evidenza e si sopprimono i propri sentimenti. Parlare del proprio malessere è importante per farlo “fluire”, come dicono gli esperti, fuori dal nostro corpo.

Per quanto possiamo sforzarci di stare bene, purtroppo bisogna riconoscere che non è sempre possibile. La nostra mente è un continuo flusso di pensieri e sensazioni e ciascuna ha bisogno di essere rispettata. Anche il dolore richiede i suoi tempi di comprensione e di metabolizzazione. Solo così potremo andare avanti e non lasciarci sopraffare dagli eventi spiacevoli, perché è solo affrontando il proprio malessere che si impara a fronteggiarlo.

Quasi nessuno lo immagina, ma essere tristi e pessimisti potrebbe fare bene alla salute ed ecco scoperto perché. Attenzione ai nostri interlocutori, se ci vogliono sempre perfetti e sorridenti, forse non sono le persone più adatte con cui sfogarsi.

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