Quanti soldi si possono versare sul conto corrente?

Il conto corrente per moltissimi consumatori rappresenta una sorta di cassetta di sicurezza in cui versare tanti soldi quanti ne consente la capacità di risparmio. Prelievo e versamento di contanti costituiscono le operazioni più utilizzate dai correntisti che per lo più fruiscono delle banche come luoghi di deposito. I lavoratori dipendenti pubblici o privati solitamente non si recano presso gli istituti bancari a versare la retribuzione monetaria. Parimenti accade ai pensionati, dal momento che è invalsa l’abitudine di accreditare lo stipendio o l’assegno pensionistico sul conto corrente bancario o postale. Assai diverso e più articolato l’iter che devono seguire i lavoratori autonomi, i precari, i titolari di partite Iva per mettere in sicurezza i propri introiti.

Iter

Se il dipendente statale si limita a controllare mensilmente l’avvenuto accredito dello stipendio sul conto corrente, diversa è la sorte di altri lavoratori. Prendiamo il caso di categorie professionali che ricevono talora con cadenza quotidiana denaro in contanti in cambio di beni, servizi o prestazioni d’opera. Farmacisti, fruttivendoli, titolari di bar, pizzerie, di distributori di benzina, di tabaccherie e ancora oltre, si ritrovano con somme di denaro in contanti. Queste categorie di lavoratori si interfacciano con dubbi e perplessità relativi a quanti soldi si possono versare sul conto corrente. Di sicuro, non è prudente o consigliabile lasciarli nel registratore di cassa, né pare soluzione migliore custodire in casa moneta liquida. Ma si può effettuare un deposito consistente di contanti in un’unica soluzione o tale operazione presta il fianco ad accertamenti fiscali?

Quanti soldi si possono versare sul conto corrente?

Fermo restando la libertà di effettuare versamenti da parte del correntista, conviene ricordare l’esistenza della cosiddetta “Anagrafe dei conti correnti”. Si tratta di un registro che reca traccia di ogni operazione bancaria come trasferimento, accredito, prelievo, versamento, bonifico ecc. Tutta l’enorme mole di informazioni archiviate serve a scoraggiare il riciclaggio di denaro sporco e l’evasione fiscale tramite accertamento della provenienza dei soldi. Il che equivale a dire che ogni lavoratore ha facoltà di versare qualunque somma di denaro purché riesca a giustificarne la legittima provenienza.

L’assenza di un limite al versamento dei contanti sul conto procede di pari passo all’eventuale segnalazione all’Unità di informazione finanziaria (Uif). Pertanto, così come il correntista non è soggetto a restrizioni nel versare contanti, parimenti l’Uif è autorizzata ad effettuare controlli sulla legittimità del denaro. Più che una battaglia agli elusori fiscali, l’Uif persegue difatti i reati di riciclaggio imputabili alle organizzazioni criminali.

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