Quando spetta l’assegno divorzile all’ex moglie o all’ex marito e un presupposto da tenere presente nel calcolo dell’importo

divorzio

Più volte gli esperti di ProiezionidiBorsa si sono soffermati sulle problematiche legate al divorzio. Infatti, la separazione definitiva può essere un momento davvero complicato per le persone coinvolte. Oltre a difficoltà sentimentali ed emotive, porta tutta una serie di problematiche economiche e gestionali che impattano sulla vita degli ex coniugi e non solo. Per fare alcuni esempi, bisogna affrontare la gestione dei figli, la sistemazione di uno dei coniugi separati, la divisione del patrimonio.

Insomma, sicuramente viene sconvolta, quantomeno a livello organizzativo,la vita delle persone che si separano. Uno degli aspetti più rilevanti del divorzio è quello economico. In particolare, molto importante è l’assegno divorzile cioè il contributo economico che un coniuge deve all’altro in caso di separazione definitiva. La giurisprudenza ha discusso molto riguardo i presupposti e le condizioni in base alle quali attribuire l’assegno divorzile. Ha anche indagato a lungo riguardo i criteri per determinare l’entità dell’assegno stesso.

Quando spetta l’assegno divorzile all’ex moglie o all’ex marito e un presupposto da tenere presente nel calcolo dell’importo

Le conclusioni più recenti di questo dibattito sono già state segnalate in precedenti articoli. In ogni caso, si ricorda che il giudice attribuisce l’assegno divorzile sulla base del comma 6 articolo 5 della legge sul divorzio. Questa norma elenca i criteri e i presupposti sulla cui base il giudice attribuisce e determina l’entità dell’assegno. Il giudice tiene conto di presupposti come il contributo personale ed economico di ogni coniuge alla vita familiare. Guarda al reddito dei singoli ex coniugi ma considera anche la durata del matrimonio.

La funzione dell’assegno divorzile nel tempo si è evoluta. Un tempo la sua entità era determinata sulla base del tenore di vita mantenuto dall’ex coniuge beneficiario durante il matrimonio.  Negli ultimi anni questo criterio è cambiato e oggi si ritiene che l’assegno divorzile svolga principalmente tre funzioni. In particolare, assistenziale, perequativa e compensativa. Tra queste, particolare importanza ricopre la funzione compensativa. La compensazione di un coniuge che ha dedicato la vita alla famiglia consentendo all’altro di raggiungere le proprie aspirazioni professionali.

Quali presupposti considerare nel calcolo dell’assegno

La giurisprudenza con il tempo ha precisato sempre di più i presupposti particolari da tenere in considerazione nella determinazione dell’assegno. Un esempio è la Corte di Cassazione con la sentenza 6105 del febbraio 2022. I giudici hanno spiegato quando spetta l’assegno divorzile all’ex moglie o all’ex marito e quali presupposti considerare nel calcolo della sua entità.

In particolare, la Corte ha escluso che nel calcolo si possa considerare il patrimonio della famiglia di provenienza del coniuge beneficiario. Questo perché tale criterio non sarebbe ricompreso tra quelli che il giudice deve tenere in considerazione in base all’articolo 5 della legge sul divorzio. Oltre a questo sarebbe un presupposto in qualche modo in contrasto con la funzione dell’assegno divorzile come compensazione degli sforzi familiari fatti del beneficiario.

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