Quando prendere il reddito di cittadinanza non conviene e come procedere con la decadenza del beneficio economico

Contrastare la povertà e creare nuovi posti di lavoro. Sono questi i due capisaldi del reddito di cittadinanza, ovverosia di una misura che da poco ha compiuto il terzo anno dalla sua istituzione. In questi tre anni, molte famiglie proprio grazie al sussidio sono riuscite ad andare avanti senza cadere in uno stato di povertà. Pur tuttavia, rispetto al passato, le condizioni per mantenere il sussidio sono state rese sempre più stringenti, in quanto ci sono da rispettare, proprio da quest’anno, nuovi obblighi in materia di politiche attive per il lavoro. Per alcune famiglie, non prendere il sussidio potrebbe rivelarsi più conveniente. Vediamo allora approfondire questo aspetto.

Quando prendere il reddito di cittadinanza non conviene e come procedere con la decadenza del beneficio economico

Nel dettaglio, il reddito di cittadinanza è un beneficio economico che è di importo variabile, in base al numero di componenti del nucleo familiare. Ed anche in ragione dell’ISEE e del patrimonio mobiliare e immobiliare. Ed allora, quando prendere il reddito di cittadinanza non conviene? Succede quando la famiglia beneficiaria rientra nei requisiti di accesso alla misura, ma proprio al limite. Per esempio, giusto per fissare le idee, quando la famiglia ha un ISEE che è pari a 9.000 euro. Rispetto all’attuale limite ISEE di accesso alla misura che è fissato a 9.360 euro.

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In tal caso, infatti, alla famiglia può spettare pure un reddito di cittadinanza che è di importo pari a meno di 100 euro al mese, ma questo non manleva poi i percettori occupabili, all’interno del nucleo familiare, a rispettare i vincoli che sono previsti per le politiche attive sul lavoro.

Come funziona la decadenza della misura anche attraverso la presentazione all’INPS del modulo di disdetta

Per chi preferirebbe non percepire più il reddito di cittadinanza, ricordiamo che questo decade in automatico dopo 18 mensilità erogate. Decade anche dopo aver rifiutato due offerte di lavoro congrue, nonché non presentandosi ai colloqui presso i Centri per l’Impiego che sono obbligatori. E ancora, si può dare la disdetta all’INPS compilando e presentando il modulo riportante la sigla SR183.

Presentando il modulo SR183 agli uffici dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) sul territorio, la famiglia che percepisce il reddito di cittadinanza subirà, infatti, la decadenza dal beneficio economico. Non saranno più accreditati mensilmente i fondi spettanti sulla carta PostePay del reddito di cittadinanza che, peraltro, sarà subito bloccata.

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Come si usa la carta del reddito di cittadinanza nel 2022 e quanti soldi in contanti si possono prelevare

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