Qual è la migliore banca italiana: i dati patrimoniali ed economici a confronto

Qual è la migliore banca italiana? I dati patrimoniali ed economici a confronto. Come poter determinare quale sia il migliore istituto di credito, tra quelli più grandi? Qual è la banca che ci può far dormire sonni più tranquilli se le affidiamo i nostri soldi? Ha provato a farlo Milano Finanza. Il popolare quotidiano economico ha infatti messo a confronto le variazioni del primo trimestre 2020 rispetto al primo trimestre 2019 dei primi sei istituti nazionali (Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco BPM, MPS, Ubi Banca e BPER). Qual è la migliore banca italiana per dati patrimoniali ed economici a confronto?

Cosa ne viene fuori?

I dati raccolti da Milano Finanza sono stati aggregati secondo le seguenti voci.

Margine di interesse; Commissioni; Impieghi a clientela; Raccolta diretta; Raccolta indiretta; Spese per il personale; Altre spese amministrative; Costo del rischio di credito; Crediti deteriorati/lordi; Coperture medie; Cet1 fully phased.

Come interpretare i dati forniti da MF? Soprattutto, come fare a sapere quale sia la banca migliore? Come già accaduto per nell’articolo che abbiamo scritto in merito alle SGR, questa è una scelta che spetta a voi. Noi puntualizziamo solo quanto segue, premettendo che l’ordine in cui le abbiamo elencate all’inizio riguarda le loro dimensioni complessive di gruppo (Intesa è la più grande).

  • Il margine di interesse è un importante indicatore utilizzato per valutare lo stato di una banca. Esso consiste nella differenza tra interessi attivi e interessi passivi, al netto di rettifiche sui crediti e del saldo derivante dalla copertura di contratti derivati. Più è alto, meglio è. La migliore in questo caso è nettamente BPER, la peggiore MPS.
  • Per le commissioni, la migliore è ancora BPER, la peggiore, Intesa Sanpaolo.
  • In merito agli impieghi verso la clientela, cioè i prestiti, la migliore risulta MPS, la peggiore BPER.
  • La raccolta diretta è l’aggregazione dei depositi della clientela sotto forma di libretti di risparmio, conti correnti, certificati di deposito, assegni circolari; emissione di titoli obbligazionari propri. In questo caso la migliore è Banco BPM, la peggiore Unicredit.
  • La raccolta indiretta invece riguarda titoli di credito e altri valori, non emessi dalla banca depositaria, ricevuti dalla stessa in deposito a custodia, amministrazione o in relazione all’attività di gestione di patrimoni mobiliari. Non costituendo impegni diretti della banca, non sono evidenziati nello stato patrimoniale. In questo settore eccelle Unicredit, mentre la meno abile è MPS.
  • Il risparmio sulle spese per il personale di anno in anno vede ancora in testa MPS e sul fondo della classifica BPER.

Qual è la migliore banca italiana? Altri dati patrimoniali ed economici a confronto

  • La banca emiliana è la peggiore anche nelle altre spese amministrative, a differenza della virtuosa Banco BPM.
  • Il costo del rischio di credito vede, senza sorpresa, in testa MPS, mentre è più virtuosa e meno rischiosa Intesa Sanpaolo.
  • In merito ai crediti deteriorati per impieghi lordi, ancora senza sorprese, è prima di poco MPS; la situazione migliore è invece quella di Unicredit.
  • Per quanto concerne le coperture medie, la situazione migliore è quella di Unicredit, la meno buona quella di UbiBanca.
  • Infine, il dato forse più importante, il Cet1. Che poi è il Common Equity Tier 1 ratio, cioè il parametro principale a cui le banche, investitori e risparmiatori fanno riferimento per valutare la solidità di una banca. Non stupisce, quindi, che Intesa sia la banca più solida d’Italia, superiore alla media degli istituti nostrani. Come lei, tra le 6 banche analizzate, non c’è nessuno. Solo Unicredit è sotto di poco alla media nazionale. Gli altri istituti sono tutti più lontani e, senza sorpresa, il più lontano dalla media nostrana è MPS.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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