Qual è il nuovo sistema riscuoti tasse del Fisco?

Nel Paese dell’evasione fiscale per eccellenza tra quelli sviluppati, il Fisco è sempre alla caccia di evasori. E, per farlo, si ingegna anche a sperimentare ed implementare nuovi metodi. Quindi, niente da fare per coloro che credono di fare i furbetti con le tasse. Soprattutto se sono imprenditori, aggiungiamo noi. Il Fisco ha infatti stretto una serie di nuovi accordi con organismi paritari ad esso. Come la Guardia di Finanza. Lo scopo? Ovviamente l’analisi incrociata dei dati. Al fine di accertare eventuali illeciti in ambito finanziario. Qual è il nuovo sistema riscuoti tasse del Fisco, quindi?

Quando scatterà l’allarme? In caso di scarsa liquidità. O di debiti insoluti, magari anche per molto tempo. Visto che molti pagamenti sono programmati con precisione, il controllo non dovrebbe essere difficile. Anche se la mole di dati da controllare è immensa. Ma il Fisco non si ferma qui. Gli accordi paritari sono stati recentemente sottoscritti anche con le banche. Cioè con coloro che, nel nostro sistema bancocentrico, sono indispensabili per la quotidiana gestione del denaro. Ed anche per il suo utilizzo pratico. Questa azione triangolata dovrebbe lasciare, a regime, poco spazio agli evasori fiscali.

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Il nuovo sistema riscuoti tasse del Fisco

Qualcuno, forse, aveva sperato che il Fisco si sarebbe ammorbidito vista l’emergenza sanitaria in corso. In effetti era parso così, visto l’accantonamento delle cartelle dei mese e settimane scorsi. Ma invece stiamo andando nella direzione opposta. L’obiettivo è la creazione di quello che viene definito un profilo economico dettagliato. In pratica un profilo completo delle esposizioni finanziarie di una persona. E di ciò che possiede. Quindi titoli su conti correnti, soldi sui medesimi, carte di credito normali o prepagate, immobili. Ma anche libretti di risparmio et similia. Ed ogni altro sistema di accumulo di denaro. Che riguardi sia i normali cittadini che le imprese.

In caso di presunte inadempienze riscontrate, vi sarà avviso scritto. Se entro 60 giorni non ci saranno contestazioni di merito, si procederà alla confisca diretta dai conti intestati al moroso. Sia esso cittadino o azienda, come detto. Un vero e proprio prelievo coatto. A cui il contribuente non potrà neanche opporsi. Visto che è venuto meno il ruolo del Giudice di Pace per i contenziosi finanziari.

Insomma, il Fisco stringe, parecchio, le maglie della propria rete. Per quanto questo sia giusto, in un periodo come questo, di emergenza assoluta, forse non era il caso. Forse, ovviamente. Sicuramente bisognava farlo ben prima. Molti, molti anni fa.

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