Posso versare 10mila euro in contanti senza correre rischi con il Fisco?

Posso versare 10mila euro in contanti senza correre rischi con il Fisco?

Dallo scorso 1°luglio 2020 non è più possibile acquistare, prestare o donare soldi contanti se l’importo supera i 1.999,99 euro.

Prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni sull’uso dei contanti la soglia era di 2.999,99 euro.

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Il 76,4% degli investitori al dettaglio perde denaro sul proprio conto quando negozia CFD con questo fornitore. Dovresti considerare se puoi permetterti di correre il rischio elevato di perdere i tuoi soldi.

Nel 2022 salvo proroghe il limite si abbasserà ulteriormente a mille euro.

Insomma, da 3mila a mille euro in tre anni con l’introduzione di pesanti sanzioni in caso di violazione.

Per cui attenzione alla riduzione della soglia dei pagamenti in contanti.

Tra i quesiti più frequenti sulle nuove norme in materia di prevenzione dei reati finanziari rispondiamo al lettore che ci chiede se può versare 10mila euro in contanti senza correre rischi con il Fisco.

Non sempre le normative fiscali, sulla tracciabilità dei pagamenti e sul riciclaggio di soldi sono chiare.

Cerchiamo, dunque, di fare un po’ di chiarezza.

Posso versare 10mila euro in contanti senza correre rischi con il Fisco?

Qui abbiamo spiegato quanti soldi si possono prelevare dal conto senza correre rischi.

Oggi, invece, cerchiamo di capire se si possono versare 10mila euro in contanti senza correre rischi con il Fisco.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiarito che il divieto di trasferimento di soldi contanti riguarda i flussi di denaro tra soggetti diversi.

Quando il flusso di denaro non avviene tra soggetti diversi, come nel caso del versamento dei contanti, il Fisco raramente procede con accertamenti.

Non esiste, infatti, alcun limite al versamento di contanti sul proprio conto corrente.

Tuttavia, dal 1° settembre 2019 le nuove norme sull’antiriciclaggio impongono alle banche di segnalare all’Unità di informazione finanziaria istituita presso Bankitalia le cd. “comunicazioni oggettive”.

Vediamo di cosa si tratta.

Le comunicazioni oggettive all’Uif

Secondo la nuova normativa, le banche, le Poste italiane, gli istituti di pagamento e gli istituti moneta elettronica devono inviare all’Agenzia delle Entrate ogni mese le comunicazioni oggettive.

Ossia quelle informazioni sui movimenti di importo uguale o superiore al limite di 10mila euro eseguiti nel corso del mese solare anche se realizzati attraverso più operazioni.

Non solo anche le informazioni sui prelievi o versamenti che eccedono il limite dei mille euro giornalieri.

Dunque, pur non essendo vietate queste operazioni sono attentamente monitorate dal Fisco.

Occorrerà preoccuparsi solo se le somme di denaro versate sul conto non sono di legittima provenienza.

Per non correre rischi gli esperti di Proiezionidiborsa consigliano sempre di conservare la documentazione necessaria per poter dimostrare la provenienza dei soldi contanti versati in banca.

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