Posso continuare a lavorare dopo la pensione?

Che si tratti di una necessità economica o di un desiderio dello spirito, continuare a lavorare dopo la pensione è possibile ad alcune condizioni. I pensionati che sono ancora pronti a prestare il proprio servizio, possono riprendere a lavorare purché in possesso di alcuni particolari requisiti. Cerchiamo allora di rispondere alla seguente domanda nelle prossime righe: posso continuare a lavorare dopo la pensione?

Quali sono le ragioni che spingono a non restare in pensione

Ci sono lavoratori instancabili che vedono il traguardo della pensione come un momento di inabilità, si sentono inutili. Questi, per continuare a sentirsi utili, vorrebbero nuovamente prestare servizio ed offrire il proprio contributo lavorativo. A volte, invece, la crisi economica rende quasi necessaria questa scelta per chi percepisce un assegno pensionistico davvero contenuto. Posso continuare a lavorare dopo la pensione? Vediamo quali sono le condizioni da rispettare ed in quali casi convenga continuare a lavorare.

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I limiti di quota 100 e di altre forme pensionistiche

Chi si domanda se sia possibile andare in pensione pur continuando a lavorare, riceverà da subito una risposta negativa. Il pensionamento è accettato solo nella misura in cui sia cessata l’attività lavorativa, secondo la Legge amato del 1992. Al contrario, chi ha già accesso alla pensione e vorrebbe riprendere a lavorare può farlo. Come? Il primo vincolo è dettato dall’attuale Quota 100.

Come molti sapranno, questa formula consente di raggiungere la pensione con 38 anni di contributi e almeno 62 di età. In vista di un maggior ricambio generazionale, quota 100 vieta il cumulo tra il reddito da lavoro e quello di pensione. Pertanto, chi va in pensione con quota 100 potrà al massimo svolgere prestazioni di tipo occasionale nel limite massimo di 5 mila euro all’anno. Gli altri pensionati, invece, possono riprendere a lavorare sotto alcune condizioni. Secondo quanto stabilito dall’art. 19 della legge 133/2008 che elimina il limite di cumulo tra redditi di pensione e di lavoro, ci sono pensionati che possono riprendere a lavorare.

Se vado in pensione prima dei 63 anni, posso continuare a lavorare?

Coloro che vanno in pensione prima dei 63 anni, perdono il diritto all’assegno previdenziale se riprendono a lavorare come dipendenti. Se, al contrario, iniziano a lavorare da autonomi, perdono il 50% della parte eccedente la pensione minima Inps.

Le trattenute sull’assegno previdenziale

Anche le trattenute sull’assegno di pensione non sono particolarmente invitanti. Chi, ad esempio, percepisce un reddito tre volte superiore alla pensione minima, allora quest’ultima gli viene sospesa. Altre percentuali di trattenute si applicano a coloro che lavorano come dipendenti o percepiscono un assegno di invalidità.

Prima di riprendere a lavorare dopo la pensione, bisognerà fare i conti con il tipo di lavoro che si intende svolgere e gli eventuali guadagni. Soltanto attraverso un’attenta analisi si potrà decidere se sia più o meno conveniente optare per una particolare scelta. In tale caso, è sempre bene affidarsi a dei consulenti esperti in maniera da scegliere adeguatamente in base al singolo caso. Se non si tratta di una stringente necessità economica, di sicuro è sempre bene godersi gli anni della terza età cn maggiore e meritata serenità.

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