Pochi sanno che l’INPS riconosce 5 anni di contributi in più con questa domanda in scadenza

Sul finire dell’anno terminano anche varie misure previste in via sperimentale o per un tempo determinato per agevolare quanto più possibile i cittadini. Soprattutto in ambito pensionistico, per garantire un accesso più veloce e magari conveniente. Ad esempio a breve scade il termine per la presentazione della domanda per accedere alla misura sperimentale dell’Ape Sociale. Anche se sembra che probabilmente la prossima Legge di Bilancio la prorogherà fino al 2022, ampliando anche le categorie di lavori gravosi. Infatti potrebbe arrivare subito la pensione con 36 anni di contributi per questa nuova categoria di lavoratori. Però, pochi sanno che l’INPS riconosce 5 anni di contributi in più con questa domanda in scadenza.

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In cosa consiste questa misura sperimentale

È la cosiddetta Pace contributiva, ovvero il riscatto di periodi non coperti da contribuzione da non confondere con il riscatto del periodo degli studi universitari. Per quest’ultima misura è previsto da poco il nuovo servizio INPS che simula il riconoscimento di questi contributi. Ma si badi bene, perché le due misure possono coesistere.

La pace contributiva, prevista in via sperimentale, è riconosciuta a favore degli iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria dei lavoratori dipendenti. Nonché agli iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, alla Gestione Separata dell’INPS e presso le gestioni sostitutive ed esclusive gestite dell’assicurazione obbligatoria. Tra i requisiti richiesti è necessario che i lavoratori siano privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Lo scopo

Per ottenere il riscatto e riempire i buchi della propria situazione contributiva, gli interessati dovranno pagare un importo. Questi infatti servono a coprire, dietro il versamento di un onere da parte dell’interessato, alcuni periodi previsti dalla legge e scoperti da contribuzione.

Il periodo da riscattare dovrà rientrare tra l’anno del primo e quello dell’ultimo contributo accreditato. In altre parole dovrà essere riferito allo stesso anno del contributo iniziale o finale. Ma dovrà essere ricompreso tra il primo gennaio 1996 e il 28 gennaio 2019.

Pochi sanno che l’INPS riconosce 5 anni di contributi in più con questa domanda in scadenza

Il periodo massimo che si può riscattare è di 5 anni anche non continuativi. Ovviamente non rientrano tra gli anni riscattabili quelli in cui pur lavorando, il datore di lavoro ha omesso di versarli. La domanda scade il 31 dicembre 2021 e dovrà presentarsi all’INPS territorialmente competente allegando tutta la documentazione richiesta. L’importo da pagare sarà comunicato al richiedente a mezzo raccomandata a.r. o tramite PEC, con il provvedimento di accoglimento. A seguito di tale provvedimento verranno accreditati anche gli anni contributivi.

Pertanto, per chi è interessato, dovrà affrettarsi per non perdere questa importante occasione.

Approfondimento

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