Pochi sanno che anche se casalinga il padre può utilizzare i permessi della madre della Legge 151

I permessi della Legge 151

Un argomento sempre attuale riguarda le tutele sul lavoro. Si parla molto spesso, infatti, del salario minimo, dei diritti dei lavoratori, dei Bonus, delle tutele riconosciute dall’INPS. Non solo, spesso si parla anche delle garanzie che il datore di lavoro deve fornire ai propri dipendenti per assicurare che il luogo dove svolgono la loro attività sia sicuro. Tra questi, un tema molto attuale è quello delle tutele della maternità e della paternità sul lavoro. La giurisprudenza ha, molto recentemente, affrontato e risolto una questione molto dibattuta. I giudici hanno, cioè, chiarito se i permessi riconosciuti dall’articolo 39 della Legge 151 del 2001 siano utilizzabili dal padre anche se la madre sia casalinga. Vediamo come la giurisprudenza ha risolto il problema.

C’è ancora molto da fare per assicurare ai lavoratori garanzie sufficienti per una retribuzione adeguata alle mansioni svolte e per assicurare loro certezze economiche nella malattia e nel pensionamento. Il Parlamento e la
giurisprudenza
lentamente compiono dei passi avanti nel senso di aumentare le garanzie e le tutele per i lavoratori.
In questo senso, si possono portare ad esempio due recenti sentenze della Corte di Cassazione. Con la prima, i giudici hanno riconosciuto, al ricorrere di alcune condizioni, la risarcibilità del danno causato dallo stress sul lavoro. Mentre con l’altro provvedimento, la Cassazione ha imposto all’INPS di liquidare, come malattia professionale, anche i dolori alla schiena e al collo. Questo quando riconducibili all’attività prestata dal dipendente.

Le tutele dei genitori sul lavoro

Per quanto riguarda, invece, la tutela della maternità e della paternità sul lavoro, il testo di riferimento è il Decreto Legislativo 151 del 2001. Questo è il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità. Sostanzialmente contiene i diritti e le previdenze con cui lo Stato cerca di garantire la tutela dei genitori lavoratori e dei figli.

Pochi sanno che anche se casalinga il padre può accedere alle garanzie e ai permessi che spettano alla madre in base alla Legge 151

Questo è quanto affermato da una recentissima sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, numero 17 del 28 dicembre 2022. Con questo provvedimento i giudici hanno analizzato gli articoli 39 e 40 della Legge 151. Tali norme prevedono, infatti, i riposi giornalieri della madre e del padre. In base all’articolo 39, il datore di lavoro deve consentire alle madri lavoratrici, durante il primo anno del bambino, due periodi di riposo durante la giornata. Questi periodi di riposo hanno durata di un’ora ciascuno e sono considerati ore lavorative ai fini della durata e della retribuzione. Sono cumulabili e consentono alla donna di uscire dall’azienda.

Pochi sanno che anche se casalinga il padre può valersi dei permessi della madre

Questi permessi sono riconosciuti, dall’articolo 40, al padre lavoratore, tra le varie ipotesi, nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente. Ebbene, il Consiglio di Stato con la richiamata sentenza 17 ha affermato un principio molto importante. E, cioè, che nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente è una locuzione che si intende riferita a tutte le tipologie di lavoratrici non dipendenti. Questo comprende anche pienamente le donne che svolgono attività lavorativa familiare, cioè siano casalinghe. Il padre, quando ha una compagna che svolge attività casalinghe, ben può avvalersi dei permessi dell’articolo 39 Legge 151.

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