Niente rimborso 730 nemmeno a novembre per l’errore del lavoratore e del CAF che deve essere risolto

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Ormai la stagione delle dichiarazioni dei redditi volge al termine definitivamente. Infatti dopo la fine del modello 730 dello scorso mese di settembre sta per scadere anche il termine della presentazione con il modello Redditi Persone Fisiche. Chi doveva versare l’IRPEF lo ha già fatto. Chi invece doveva recuperare le imposte versate le ha già ricevute. Le regole del modello 730 per esempio, sono chiare . Tra luglio, agosto e settembre i contribuenti, in base alla data di presentazione delle dichiarazioni, sono andati alla cassa o sono passati all’incasso. C’è qualcuno però che ancora deve ottenere ciò che gli spetterebbe di diritto con il modello 730. Il rimborso IRPEF a molti lavoratori non è ancora arrivato. Ma non c’è nessun errore da parte dell’Agenzia delle Entrate. Infatti se errore esiste, lo ha commesso lo stesso contribuente, magari con l’ausilio, anch’esso errato del CAF.

Niente rimborso 730 nemmeno a novembre e perché accade

Avere presentato la dichiarazione dei redditi per tempo, ed attendere invano il rimborso per le spese detraibili inserite è senza dubbio una cosa spiacevole. Dopo settembre passa anche ottobre, e adesso pure novembre e nessun rimborso arriva. Il perché è collegato al datore di lavoro.  Perché soprattutto nel modello 730, il ruolo del datore di lavoro è fondamentale, anche se non strettamente necessario.  Il ruolo del datore di lavoro è quello del sostituto d’imposta.
In pratica il datore di lavoro di un lavoratore dipendente funge da sostitutivo di imposta prelevando mensilmente le imposte sul reddito, dalla busta paga del lavoratore per poi versarle allo Stato. Ma il datore di lavoro nella sua funzione di sostituto, va ben oltre il ruolo di esattore. Infatti oltre a trattenere le tasse a nome e per conto del lavoratore dipendente, provvede anche ad effettuare i relativi conguagli. Nel caso di eccedenza di imposta a debito, provvede al conguaglio a debito in busta paga. Ma se c’è una eccedenza di imposta a credito per il lavoratore, il datore di lavoro provvede a pagare il rimborso, salvo poi effettuare i conguagli con il Fisco sulle sue tasse.

Ecco l’errore più comune che blocca i rimborsi nel 730

Un datore di lavoro incapiente può arrivare ad erogare i rimborsi a rate in diverse consecutive mensilità. Ma se il contratto di lavoro non è stabile con un determinato datore di lavoro, utilizzarlo come sostituto di imposta è sbagliato. Gli stagionali per esempio, sia del settore turistico che di quello agricolo o edile, non avendo la certezza di essere assunti nel periodo dedicato ai conguagli fiscali, sbagliano ad utilizzare il datore di lavoro. Meglio rivolgersi direttamente all’Agenzia delle Entrate.
Niente rimborso 730 nemmeno a novembre per chi non è in continuità di assunzione nel periodo in cui un datore di lavoro effettua i conguagli. Anche il CAF dovrebbe verificare se la tipologia di contratto che ha un lavoratore, lo mette al sicuro da interruzioni improvvise del rapporto di lavoro. Anche perché un rapporto di lavoro che si interrompe all’improvviso espone il lavoratore dipendente al rischio di non percepire il rimborso fiscale spettante. In quel caso sarebbe meglio provvedere a presentare la dichiarazione dei redditi senza sostituto, cosa che il modello 730 permette di fare.

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