Molti hanno la pressione alta ma pochi sanno che a queste condizioni l’INPS può riconoscere la pensione anticipata

pressione

Il nostro ordinamento riconosce una doverosa attenzione nei confronti dei soggetti che per patologie o disabilità sono svantaggiati. Riconosce loro vantaggi in considerazione di un’oggettiva maggiore difficoltà nell’affrontare serenamente la vita economica o lavorativa. Ad esempio, i destinatari della legge 104 possono acquistare l’automobile a condizioni più favorevoli. Si prevede così la detrazione del 19% sull’acquisto, l’IVA agevolata al 4%, l’esenzione dal pagamento del bollo e quest’altro importante beneficio economico.

Anche in fatto previdenziale si riconoscono degli anticipi pensionistici. Questo può riguardare problemi molto diffusi nella popolazione italiana. Recentemente abbiamo visto in quali casi viene riconosciuta l’indennità per l’invalidità civile quando si soffre di questa patologia. Oggi invece ci occupiamo di un caso che potrebbe riguardarci, visto che molti hanno la pressione alta, ma pochi sanno che in alcuni casi potremmo avere diritto ad agevolazioni. Si tratta del caso di ipertensioni arteriose che portano a forme cronicizzate, quali la cardiopatia iper-intensiva.

Le forme indicate

Dovremmo sapere che questa patologia deriva dai valori relativi alla pressione del cuore costantemente elevati. Si tratta di forme cronicizzate spiegabili da disfunzioni meccaniche, elettriche o strutturali del cuore. L’INPS riconosce al richiedente una percentuale di disabilità che varia tra il 70% e l’80 % in caso di cardiopatia ipertensiva classificata severa o grave. In questo caso oltre al beneficio di non pagare farmaci e terapie, potrebbero avere diritto ad un assegno di invalidità civile.

In caso di cardiopatia scompensata, invece, l’inabilità all’attività lavorativa sarà da considerarsi superiore all’80%. Ciò significa che si potrà accedere alla pensione anticipata. Quando il soggetto soffre di arteriopatia ostruttiva cronica, poi, la percentuale può salire al 100%.

Molti hanno la pressione alta ma pochi sanno che a queste condizioni l’INPS può riconoscere la pensione anticipata

Per richiedere il pensionamento per vecchiaia anticipato basteranno 20 anni di contributi ed un’età anagrafica di 56 anni per le donne e di 61 per gli uomini. A questo si aggiunge un’anzianità contributiva minima di 20 anni, che potrebbero scendere a 15 in caso della cosiddetta Deroga Amato.

Ricordiamo peraltro la possibilità di usufruire anche dell’assegno ordinario di invalidità per chi soffre di pressione alta. In questo caso, una commissione medica dell’INPS dovrà accertare che la capacità lavorativa è stata ridotta a meno di un terzo. La prestazione consiste in un assegno dalla durata triennale e che può essere ripetuto fino a diventare assegno permanente. In questo caso, però, occorre avere almeno 5 anni di contributi di cui 3 realizzati nel corso dei 5 anni precedenti la richiesta in Italia o in un Paese convenzionato. Attenzione, però, perché questo assegno non è previsto per dipendenti pubblici, bensì per autonomi, dipendenti, iscritti a gestione separata oppure a fondi pensione sostitutivi e integrativi.

Infine, sarebbe possibile usufruire di pensionamento anticipato anche per i cosiddetti lavoratori precoci. In questo caso la percentuale invalidante deve essere superiore al 74%, ma gli anni di contributi 41, di cui uno versato prima del 19° anno d’età.

Approfondimento

Ha diritto alla pensione d’invalidità chi soffre di una di queste tre malattie cardiache che riconoscono una percentuale di invalidità totale

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