L’Unione chiama e la Puglia risponde, pronti 100mila ettari incolti e un finanziamento regionale per nuovi insediamenti

Il granaio d’Italia va avanti e coglie al volo l’occasione lanciata dall’Unione Europea. Sono stati recuperati infatti 100mila ettari di terreni inutilizzati che saranno resi disponibili per la semina e raccolta di grano. La novella affonda in una rinnovata necessità. Portare la produzione interna di grano a livelli tali da poter coprire il fabbisogno nazionale. Necessità venuta a galla all’indomani della guerra in Ucraina che ha messo a repentaglio le importazioni di cereali.

Lo storico

Fino a qualche anno fa la politica europea in tema di agricoltura prevedeva il cosiddetto set aside. Si trattava cioè di mettere a riposo alcune superfici agricole per ridurre la produzione di un determinato prodotto. Fu introdotto dalla Commissione Europea nel 1988 per far fronte proprio ad un eccesso di produzione cerealicola. Il set aside fu poi sospeso temporaneamente durante la campagna del 2007-2008. Successivamente è stato definitivamente abolito. E in ordine di tempo l’Unione ha dato il via al recupero dei terreni incolti per incrementare la produzione interna di seminativi.

L’Unione chiama e la Puglia risponde, pronti 100mila ettari incolti e un finanziamento regionale per nuovi insediamenti

La Puglia non si è fatta attendere. Prontamente sono stati individuati ben 100mila ettari di terreno che saranno destinati alla semina di grano. E si rinvigorisce anche la coltura dei grani antichi (già in voga in realtà da qualche tempo). È il caso, ad esempio, del Senatore Cappelli e del Gentil Rosso. Si spinge anche per un’agricoltura di tipo biologico.

Un modo per allinearsi ad una policy sostenibile. E a voler essere pragmatici si tratta anche di un escamotage per arginare i costi dei fertilizzanti che hanno subito una forte impennata. Altro segno positivo è l’aiuto della Regione Puglia che avrebbe definito bandi per stanziare circa 55milioni di euro a favore dei primi insediamenti. Non solo più grano per il Paese dunque ma anche possibilità di occupazione. Così l’Unione chiama e la Puglia risponde forte della sua tradizione agricola e delle immense distese di terra.

I dati di Coldiretti Puglia

L’associazione di categoria del tacco dello Stivale rende conto dei dati ISTAT. Apprendiamo che nell’imminente prossima raccolta si stima un incremento di  resa dello 0,5% per il grano tenero. Quello che si utilizza per il pane per intenderci. «La superficie del grano duro invece risulta in lieve flessione con una percentuale che si aggira sull’1,4%».

Però è da considerare un altro dato che ci viene in aiuto. Pare siano state spedite migliaia di tonnellate di mais dall’Ucraina attraverso un treno diretto ai confini Ovest. Il punto è che «i porti del Paese rimangono bloccati a causa dell’invasione dei militari russi». La speranza è che tali convogli possano superare il varco.

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