L’Italia piace agli stranieri per fare impresa

L’Italia piace agli stranieri per fare impresa. Non è vero che gli stranieri in Italia puntano solo al reddito di cittadinanza. Sono in crescita le imprese avviate in Italia da cittadini esteri, anche se il Covid-19 ne ha rallentato l’espansione. Nei primi sei mesi del 2020, hanno chiuso 6119 realtà. Ma il totale di imprese create da stranieri in Italia è di 621.367 unità, 1% in più rispetto al 31 dicembre 2019. Un anno prima le nuove imprese erano 10.205, il 40% in più rispetto al dato di quest’anno. Ecco una ricognizione sull’imprenditorialità straniera nell’economia del Bel Paese, redatta con l’Ufficio Studi di ProiezionidiBorsa.

Le aree a maggior concentrazione

L’Italia piace agli stranieri, per risiedere e fare impresa. La concentrazione maggiore di imprese create da stranieri è in Toscana, dove il 14,2% di tutte le attività economiche ha dietro imprenditori stranieri. E molti di questi sono asiatici. Seguono Liguria (13,7) e Lombardia (12,6) insieme a Lazio, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia (tutte oltre il 12%). Non superano il 10% in Veneto e Piemonte. La provincia a maggior tasso di imprenditoria straniera è quella di Prato. Detiene una quota del 30% sul totale, poi con il 17,3%, segue Trieste. Con il 15% ci sono Firenze, Imperia, Reggio Emilia e Milano.

L’Italia piace agli stranieri, per fare impresa

Neanche la pandemia ha fermato la voglia di fare impresa in Italia. Nei primi sei mesi del 2020, a Roma sono nate 832 imprese di stranieri. Una crescita minore – ma è comprensibile, vista la creazione delle zone rosse – è stata registrata Milano (515 in più) e a Torino (499 in più).  Queste tre grandi città sommano la maggioranza delle iniziative imprenditoriali di stranieri (rispettivamente con 70.898 nella capitale, 58.316 nel capoluogo lombardo e 27.175 in quello piemontese).

Una scommessa individuale

La forma giuridica attualmente più diffusa è l’impresa individuale (475mila unità pari il 76,5% del totale, mentre la media italiana è il 52%). Sono poco meno di 100mila gli stranieri che hanno preferito fondare società di capitali (96.964 unità, il 15,6% del totale). Le attività preferite sono il commercio (circa 160mila), l’edilizia (120mila, molte imprese sono create immigrati provenienti dai Balcani), il turismo con l’alloggio temporaneo (i bed & breakfast) e la ristorazione (48mila). I settori con l’incidenza più elevata di imprese di stranieri sono le telecomunicazioni (es. i negozi di telefonia 32,9%) e la confezione di abbigliamento con piccoli laboratori (pari al 32%).

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