L’INPS versa fino a 2 anni di contributi in più alle donne che presentano questa certificazione

Quando si fanno i conti con i contributi che ciascuno ha accumulato durante la carriera lavorativa, può accadere di ritrovarsi con un montante poco soddisfacente. Le lavoratrici che optano per un’uscita dal mondo del lavoro con qualche anno in anticipo rispetto ai requisiti di vecchiaia, possono scegliere alcune valide alternative. Attualmente lo scenario previdenziale garantisce diverse tutele assicurative e tante altre sono in cantiere per il prossimo anno alle porte. Relativamente alle possibilità di collocamento in quiescenza che sono valide quest’anno, vediamo in quali casi è possibile ottenere uno sconto contributivo. L’INPS versa fino a 2 anni di contributi in più alle donne che presentano questa certificazione.

Quando è possibile andare in pensione in base ai contributi che si possiedono

Attualmente, per percepire la pensione di vecchiaia i requisiti minimi richiedono che il lavoratore abbia compiuto 67 anni con 20 di contributi. Chi rientra in questa casistica potrebbe essere interessato a sapere a quanto ammontano le pensioni dei lavoratori con 20 anni di contributi INPS. Coloro che hanno necessità di coprire dei buchi contributivi, possono contare su alcune garanzie che l’Istituto di Previdenza Sociale assicura in determinati casi. Difatti l’INPS versa 5 anni o più di contributi aggiuntivi senza pagare spese di accredito per determinati periodi assicurativi. In tema di agevolazioni, ce n’è una che interessa in maniera specifica le donne e che prevede uno sconto sul montante contributivo che può raggiungere la soglia di ben 2 anni. Questo si traduce un un enorme vantaggio previdenziale. Esse possono presentare di fatto la domanda di pensione con 2 anni in meno di lavoro senza penalizzazioni sugli assegni.

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Una delle formule di uscita dal mondo del lavoro in anticipo è quella che offre l’APE sociale. Questa soluzione, disciplinata dalla Legge n. 232/2016, secondo le prime indicazioni dovrebbe essere presente con alcune modifiche anche nel 2022. Quest’anno si sono succedute ben 2 finestre per la presentazione delle domande. Al 30 di novembre 2021 scadrà la possibilità di inviare domanda tardiva per eventuali risorse residuali.

Questa formula consente di percepire un assegno-ponte in vista della pensione già dai 63 anni di età. L’APE sociale interessa determinati beneficiari e una quota minima di contributi. Nel caso delle donne con figli, l’uscita dalla sfera lavorativa assicura una riduzione sui requisiti contributivi fino a 2 anni. Il Legislatore stabilisce che per ciascun figlio, la lavoratrice abbia diritto allo sconto contributivo pari a 12 mesi per un massimo di 24 mesi. Queste le regole vigenti nel 2021. Le lavoratrici che si apprestano ad inviare domanda entro il termine ultimo, possono dunque beneficiare di questa importante agevolazione.

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