L’INPS pagherà oltre 500 euro a queste famiglie ritardatarie che presentano domanda  entro il 30 giugno

In un momento di crisi economica come quella che stiamo vivendo anche a causa della guerra in Ucraina, ogni entrata è importante. E capita proprio a proposito l’avvio dell’assegno unico dallo scorso marzo. Pur avendo preso il posto di un altro importante sostegno per i figli, la misura ha ampliato la platea dei beneficiari. Categorie che erano escluse dall’assegno al nucleo familiare, infatti, possono richiedere l’assegno unico. Ad esempio i titolari di reddito di cittadinanza, i lavoratori autonomi o i disoccupati.

Come annunciato, quindi, si tratta di un sostegno universale che spetta veramente a tutti coloro che hanno figli con età inferiore ai 21 anni. Anche se le famiglie possono fruire, in base all’ISEE, di diversi benefici da parte del Governo, sicuramente l’assegno unico è uno dei più corposi. E proprio per questo appare determinante ricordare la scadenza del 30 giugno.  L’INPS pagherà oltre 500 euro a queste famiglie che entro tale data presenteranno domanda.

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Ancora tempo per gli arretrati dell’assegno unico

Poco più di un mese di tempo per presentare domanda di assegno unico avendo diritto anche agli arretrati. La scadenza per avere diritto anche alle mensilità passate, infatti, è fissata per il 30 giugno. Anche per chi non ha ancora presentato domanda, quindi, c’è possibilità di vedersi riconosciuto l’assegno a partire da marzo. Si ricorda, tra l’altro, che l’importo erogato è calcolato sull’ISEE. In mancanza della certificazione aggiornata si riceverà solo la cifra base, ovvero 50 euro per ogni figlio.

Per chi ha diritto all’importo pieno dell’assegno unico, ovvero 175 euro per ogni figlio,  presentando domanda entro giugno riceverà anche gli arretrati. Ed in questo caso si riceveranno ben 525 europer ogni figlio. Poichè l’assegno sarà calcolato per 4 mesi, da marzo a giugno. Poi, ovviamente, potrebbe esserci diritto anche alle maggiorazioni, ed in questo caso l’importo mensile è più alto. Così come quello degli arretrati.

L’INPS pagherà oltre 500 euro a queste famiglie ritardatarie che presentano domanda  entro il 30 giugno

Quindi, presentando la domanda nelle prossime settimane si potranno avere gli arretrati da marzo. Quello che forse non tutti sanno è che la stessa scadenza è valida anche per la presentazione dell’ISEE. Per chi ha presentato domanda di assegno unico ma non ha ancora presentato ISEE c’è ancora tempo. Queste famiglie, infatti, negli ultimi mesi hanno ricevuto solo l’importo base. Ma potrebbero avere diritto ad un conguaglio delle reali somme che sarebbero spettate.

Per chi presenta, quindi, l’ISEE entro la fine di giugno, a luglio con il conguaglio, sarà pagata la differenza tra l’importo percepito e quello spettante. Sempre a partire dal mese di marzo. E si potrebbe aver diritto anche a cifre abbastanza importanti.

Per chi, infine, presenta domanda dopo il 30 giugno l’assegno sarà riconosciuto il mese successivo a quello di presentazione della richiesta. E senza diritto agli arretrati. Allo stesso modo per chi presenta ISEE dopo la stessa data, la differenza non sarà più riconosciuta dal mese di marzo. Ma solo a partire dal mese successivo a quello di presentazione dell’ISEE.

Approfondimento

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