L’errore più comune di chi non sa usare il cavatappi

Il cavatappi è uno strumento che è presente in tutte le nostre case. Simboleggia spesso fraternità, convivialità e gioia di vivere. Essenzialmente legato al vino, ne possiamo trovare di tutti i tipi. Unito al coltellino svizzero, da solo, elegante, essenziale o minimale.

Tranne che per alcune tipi di bottiglia (approfondimento sullo champagne francese), è fondamentale per poterci gustare il nostro vino preferito. Facendo parte della nostra vita quotidiana, lo usiamo spesso senza pensarci troppo, ripetendo azioni e movimenti che ci sembrano ovvie e uniche. Ma ci possiamo sbagliare, la quotidianità, infatti, può indurci a commettere errori di cui non ci rendiamo neanche conto.

E il cavatappi non scappa da questa semplice considerazione, forse lo usiamo male.  Ecco l’errore più comune di chi non sa usare il cavatappi.

Una questione di fisica

Sì, dobbiamo riprendere il nostro manuale di fisica questa volta e capire cosa si intende per “momento”.  Detto semplicemente, il momento è una grandezza fisica che viene calcolata con la moltiplicazione tra la forza impressa e la distanza dal punto in cui viene applicata la forza. Quindi, più è alto il valore della distanza, meno forza “occorre” per compiere una determinata azione.

Capito ciò, passiamo all’opera. La prossima volta che dobbiamo aprire una bottiglia dobbiamo in primo luogo togliere il rivestimento superiore d’alluminio. In seguito, perforare molto delicatamente il tappo di sughero con la punta del cavatappi e poi prestare molta attenzione.

Il passaggio cruciale è proprio questo: invece di girare il manico del cavatappi dobbiamo girare il fondo della bottiglia. In questo modo faticheremo molto meno e avremo un risultato fenomenale. Recenti studi hanno dimostrato che in questa maniera abbiamo una possibilità molto bassa di rompere il tappo nel collo della bottiglia e, quindi, ci evitiamo quello spiacevolissimo inconveniente.

Specie se stiamo parlando di vini costosi di cui dobbiamo avere particolare cura. Ecco qual è l’errore più comune di chi non sa usare il cavatappi.

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