L’avvocato è gratis in questi casi, ma non sempre chi percepisce questo reddito lo avrà gratuito, lo dice il Fisco

La Redazione di ProiezionidiBorsa quest’oggi, in virtù del chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate, risponde ad un quesito spesso sollevato dai Lettori. Ovvero, si può ricorrere all’istituto del gratuito patrocinio, pur percependo il reddito di cittadinanza? Molti si chiedono se l’avvocato è gratis in questi casi, ma non sempre chi percepisce questo reddito lo avrà gratuito, lo dice il Fisco.

Arriva il chiarimento del fisco sulla possibilità di ottenere il gratuito patrocinio, per chi ha il reddito di cittadinanza. In particolare con la risposta n.313 del 30 aprile 2021 fornita al Consiglio dell’Ordine che si era rivolto all’Agenzia, prospettando la seguente situazione.

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, nella persona del suo Presidente, si è rivolto all’Agenzia in ordine ad una richiesta di ammissione al gratuito patrocinio. A chiedere l’ammissione era un percettore di reddito di cittadinanza dal mese di aprile 2019, con un reddito complessivo del nucleo familiare pari a 11.520,00 euro. Tuttavia, per l’ammissione al gratuito patrocinio il limite di reddito richiesto dalla legge per l’anno 2019 deve risultare pari ad euro 11.493,82. Il Consiglio dell’Ordine, chiede all’Agenzia se le somme percepite come reddito di cittadinanza si includano nel calcolo del reddito per l’ammissione al gratuito patrocinio.

Finalità del reddito di cittadinanza e del gratuito patrocinio

L’Agenzia delle Entrate, per rispondere all’interpello chiarisce innanzitutto lo scopo del reddito di cittadinanza. Specificando che si tratta di un sostegno economico finalizzato ad integrare il reddito familiare, collegato ad un percorso di reinserimento nel mondo del lavoro. Essendo un sussidio erogato dallo Stato è esente dall’IRPEF.

Tuttavia, ai fini dell’ammissione al gratuito patrocinio, è necessario fare delle osservazioni, sulla base del D.P.R. n. 115/2002, disciplinante le spese di giustizia. Innanzitutto, va chiarito che con il patrocinio a spese dello Stato, si garantisce il diritto di stare in giudizio e di tutelare i propri diritti ai cittadini meno abbienti. Ovvero che non superino un determinato tetto reddituale.

L’avvocato è gratis in questi casi, ma non sempre chi percepisce questo reddito lo avrà gratuito, lo dice il Fisco

Ai sensi del comma 3 dell’art.76, per valutare il reddito idoneo a rientrare nel beneficio, si deve tener conto dei redditi di ogni componente familiare. Ma anche dei redditi che per legge sono esenti da IRPEF. La Cassazione, inoltre, ha affermato che, ai fini del gratuito patrocinio, per determinare i limiti reddituali, si rilevano anche i redditi non assoggettati ad imposta. Ovvero, rileveranno sia redditi derivanti da attività illecite, sia redditi per i quali è stata esclusa la tassazione.

Pertanto sulla base di tale prospettazione, l’ammissione al gratuito patrocinio giustamente era da escludersi, in quanto superiore, se pur di poco, al limite reddituale per quell’anno.

Si precisa che attualmente il limite reddituale da non superare è di euro 11.746,68. Ovvero, ai sensi del D.M. del 23/7/2020 di adeguamento dei limiti di reddito per l’ammissione a patrocinio a spese dello Stato.

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