La tregua delle cartelle esattoriali è finita, ecco le vie d’uscita con il saldo e stralcio e rottamazione 

Gli eventi politici e sanitari sono stati decisivi nel decretare la difficoltà per milioni di italiani. La tregua delle cartelle esattoriali è finita, ecco le vie d’uscita con il saldo e stralcio e rottamazione. La Redazione di Proiezionidiborsa illustra come l’effettiva difficoltà sia per lo Stato che per gli italiani si trasformerà in una soluzione “win-win” per entrambi.

Il D.L. 3/2021 sanciva la proroga degli atti di accertamento e riscossione fino al 31 gennaio 2021. Ciò implica l’esigibilità dei debiti e quindi del pagamento al 28 febbraio, slittato al primo marzo. Era, quindi, chiaro fin dall’origine che la misura sarebbe stata insufficiente.  Si badi bene, insufficiente sia per lo Stato che per i contribuenti.

I contribuenti e l’ulteriore dilazione nella conversione del Milleproroghe

I contribuenti sono stati ancora bloccati dall’epidemia che in molti casi non ha consentito una ripresa dell’attività economica. Di certo, poi, in due mesi del 2021 non sarebbe cambiata la prospettiva economica finanziaria.

La via d’uscita immediata, sembra essere, intervenire sulla conversione in legge del famoso decreto “Milleproroghe”. In effetti come si potrà verificare, gli emendamenti al DL interverranno con una nuova sospensione, differimento ad aprile-maggio il pagamento. Difatti, però, la legge è in esame al Parlamento e per i primi di marzo potrebbe essere vagliata al Senato.

La soluzione, ad ogni modo, non può essere questa. Nel frattempo l’esigibilità del primo marzo comporta un cumulo senza precedenti. Si sommeranno, infatti, Rottamazione Ter di marzo e luglio 2020 e il saldo e stralcio (2020), che in assenza di adempimento produrranno sanzioni. Necessaria, quindi, una soluzione strutturale.

La tregua delle cartelle esattoriali è finita, ecco le vie d’uscita con il saldo e stralcio e rottamazione

L’emissione di ulteriori ingiunzioni esattoriali creerebbe il grande dubbio di utilizzare risorse pubbliche per non incassare. Il ragionamento per lo Stato è oggi scientifico, ovvero mettere in condizioni a chi è debitore pubblico di poter pagare.

La partenza delle famose cartelle esattoriali per 50 milioni di euro è legittima, ma dovranno essere gestite. Il fine è incrementare le casse erariali e non creare, invece, sprechi. Come? Sicuramente il primo banco di prova importante sarà una riforma sulla gestione dei crediti vantati dallo Stato in uno con quello del sistema tributario.

Il credito dello Stato, o meglio i debiti dei contribuenti ammontano a circa 980 miliardi. Almeno la metà sono classificati come recuperabili. 400 miliardi, invece, sono dubbi e quindi necessitano di una riflessione straordinaria. La risposta dovrà essere data da subito e per forza di cose nel “Ristori quinquies” che introdurrà la quarta rottamazione che potrebbe comprendere le altre. Per i crediti dubbi, con ogni probabilità verrà ripresentato il saldo e stralcio. Per le cartelle di importo fino a 1.000 euro, ormai non riscosse, si pensa alla cancellazione.

 

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