La revisione del reddito di cittadinanza tiene banco in campagna elettorale

Cosa succederà al reddito di cittadinanza dopo le elezioni politiche di settembre? Al riguardo c’è da dire che i partiti politici che volevano abolirlo sono passati a posizioni decisamente più caute. Tra questi il centrodestra che punta a rivedere profondamente la misura, ma non a cancellarla come dichiarato per esempio in passato dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

E se il Movimento 5 Stelle è pronto a difendere a spada tratta il reddito di cittadinanza prima e dopo le elezioni politiche, tra gli altri partiti del centrosinistra ci sono delle posizioni differenti. Per esempio, il Partito Democratico ritiene necessaria una revisione del reddito di cittadinanza colmando le disparità che riguardano le famiglie numerose con figli minori. Ma anche rilanciando la misura per quel che riguarda le politiche attive per il lavoro.

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La revisione del reddito di cittadinanza tiene banco in campagna elettorale

Pure Italia Viva, ora insieme ad Azione nel formare il cosiddetto terzo polo, sembra essere passata su posizioni più caute. In passato, infatti, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, tra l’altro, aveva annunciato una raccolta di firme. Proprio per l’abolizione del reddito di cittadinanza. Ora invece il terzo polo punta a rendere l’accesso al sussidio più restrittivo.

Proponendo la decadenza già dopo un’offerta di lavoro congrua rifiutata. Ed anche attuando un taglio degli importi erogati dopo due anni. Precisamente, una riduzione di un terzo dell’importo del reddito di cittadinanza riconosciuto.

Come potrebbe cambiare la misura. Con un Governo di centrodestra

In caso di vittoria del centrodestra, alle elezioni politiche di settembre, la misura è invece destinata ad essere depotenziata. Almeno in base a quelle che sono le intenzioni dei leader dei tre partiti in corsa. Ovverosia Fdi, la Lega e Forza Italia.

L’obiettivo del centrodestra, per la revisione del reddito di cittadinanza, è infatti quello di rendere la misura un beneficio economico destinato solo ed esclusivamente a chi non può lavorare. Con Giorgia Meloni che, di recente, ha sottolineato come la misura debba essere destinata, per esempio, ai disabili. Ed anche alle famiglie. Ma solo a quelle che, senza reddito, hanno figli minori a carico.

Aspettando cosa potrebbe succedere dopo le elezioni, c’è anche da dire che da quest’anno per il reddito di cittadinanza sono state comunque introdotte delle restrizioni. A partire dai colloqui obbligatori presso i Centri per l’Impiego. Passando per la decadenza del beneficio economico non più dopo tre. Ma solo dopo due offerte di lavoro congrue rifiutate.

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Chi dovrebbe prendere il reddito di cittadinanza e chi invece no

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