La manovra del Governo Meloni in CdM con 3 interventi chiave che sono attesi da milioni di italiani

Governo Meloni

Per il Consiglio dei Ministri, al fine di varare la Legge di Stabilità per il 2023, ormai manca davvero poco. Il CdM del Governo di centrodestra, infatti, dovrebbe tenersi nel pomeriggio di lunedì prossimo.

Ovverosia il 21 novembre del 2022 per quella che sarà una manovra di certo incentrata sul caro bollette, ma in realtà ci sono almeno tre misure che, nel bene e nel male, andranno ad interessare milioni di italiani. Ci riferiamo, nello specifico, alla mini riforma delle pensioni, all’innalzamento del tetto ai pagamenti in contanti, ed alla revisione del reddito di cittadinanza.

La manovra del Governo Meloni in CdM tra pensioni anticipate e tetto a contante

Per quel che riguarda la mini riforma delle pensioni, salvo clamorose sorprese, dal 2023 sparirà la Quota 102 del Governo Draghi. Per lasciare il posto alla Quota 41 ibrida che poi, come obiettivo di legislatura, sarà trasformata nella Quota 41 pura. E questo dovrebbe avvenire quando, nel 2024, l’Esecutivo Meloni dovrebbe avviare e varare la riforma strutturale della previdenza pubblica. Una riforma che rientra tra gli obiettivi di legislatura.

Per la manovra del Governo Meloni, inoltre, nessun colpo di scena è atteso nemmeno per il tetto al contante. Ci sarà infatti l’innalzamento a 5.000 euro così come confermato in queste ore dal leader della Lega Matteo Salvini. Sulla misura c’è infatti stato un giallo, dato che questa è sparita dal Decreto Aiuti quater. L’innalzamento del tetto al contante a 5.000 euro dal 2023, infatti, troverà spazio nella manovra, in quanto trattasi di un provvedimento che in realtà non è compatibile con la decretazione d’urgenza.

Alle porte c’è pure la riforma del reddito di cittadinanza

Tanti italiani, inoltre, attendono pure la revisione del reddito di cittadinanza. Si tratterà in tutto e per tutto di una riforma per il sussidio al tempo fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle. Per fare in modo che possa essere archiviato l’RdC come misura che è puramente assistenziale, e che non crea posti di lavoro significativi.

I giochi sono già chiusi per il Superbonus condomini ed anche per le villette unifamiliari

Con l’approvazione del Decreto Aiuti quater, invece, i giochi sono già fatti per quel che riguarda i Bonus edilizi. In particolare, per il 110% che a partire dal 2023 diventerà Superbonus 90%. Ma ancora con un prolungamento del 110 per le villette unifamiliari. A patto che il 30% dei lavori sia stato completato entro lo scorso 30 settembre del 2022. In tal caso, infatti, il Superbonus 110% per le case unifamiliari sarà vigente fino al 31 marzo del 2023.

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