La discesa dei mercati azionari è solo all’inizio. Un’importante conferma arriva dal Buffett Indicator

La discesa dei mercati azionari è solo all’inizio. A conferma di questa affermazione non c’è solo la Storia (Dove si fermerà il ribasso dei principali indici mondiali?), ma anche il noto Buffett Indicator.

Per evitare di far perdere tempo ai trader-intraday chiariamo subito che le indicazioni riportate in questo articolo sono utili per gli investitori di lungo periodo

Il Buffett Indicator è definito come il rapporto tra la variabile “Nonfinancial corporate business; corporate equities; liability, Level” disponibile sul sito della FED (clicca qui) e il prodotto interno lordo calcolato su base trimestrale.

Dai grafici seguenti si possono trarre due conclusioni importanti: se da un lato il Buffett Indicator coglie i punti di svolta di lungo periodo, dall’altro si capisce l’affermazione precedente secondo la quale non è utile per i trader intraday.

Buffett Indicator

Andamento del Buffett Indicator dal 1950 ai giorni nostri. In giallo sono indicati i punti che corrispondono a minimi/massimi importanti dei mercati americani.

Buffett Indicator

Confronto tra l’andamento del Buffett Indicator e dell’indice S&P500.

Una caratteristica evidente dell’indicatore Buffett è la tendenza al rialzo nel corso dei decenni dall’inizio della serie di dati. Per un migliore senso di valutazione nel tempo, è stata tracciata una regressione lineare attraverso la serie per eliminare la tendenza al rialzo.

I risultati di questa operazione cosiddetta di detrending sono mostrati nella figura seguente. In aggiunta sono mostrati anche i livelli che esprimo i livelli a 1, 2 e 3 deviazioni standard. I risultati mostrati nel grafico sono molto istruttivi.

La caratteristica che i punti evidenziati in giallo corrispondano a punti di svolta importanti non è stata persa nell’operazione di detrending. C’è, però, un aspetto che balza immediatamente agli occhi. I valori attuali del Buffett Indicator sono su livelli elevati, dove in passato si sono formati massimi importanti. Prima, però, che si possa formare un nuovo minimo importante c’è ancora spazio per una discesa dei mercati azionari.

Per completezza di informazioni riportiamo il grafico dell’S&P500 sul quale sono indicati gli obiettivi al ribasso. Guardarli fa veni i brividi. Sono possibili, infatti, ribassi fino a circa il 50% dai livelli attuali.

Ancora non tutto è perduto.

Come al solito non fasciamoci la testa ma procediamo per step.

Attendiamo infatti le chiusure settimanali e poi quella del mese di marzo e ritorneremo quindi sull’argomento per le dovute conferme o meno.

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SP500

SP500: proiezione ribassista in corso sul time frame mensile. La linea blu rappresenta i livelli di Running Bisector; la linea rossa i livelli de La Nuova Legge della Vibrazione.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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