In caso di pensione non accreditata, ecco cosa fare subito

INPS

Il primo giorno lavorativo del mese, l’INPS accredita le pensioni a milioni di cittadini italiani. Negli ultimi mesi, a causa delle norme di distanziamento sociale, l’Ente ha anticipato i pagamenti di qualche giorno. Per qualcuno, però, potrebbe capitare la brutta sorpresa di non trovare alcun accredito in banca o in posta. I motivi possono essere diversi, questo articolo cercheremo di capire come comportarci e a chi rivolgerci per ottenere i nostri soldi. Insomma, in caso di pensione non accreditata, ecco cosa fare subito.

Una nuova pensione in ritardo

La situazione più comune è relativa alle nuove pensioni. Spesso, infatti, non basta avere in mano una conferma dell’Ente previdenziale, la pensione potrebbe tardare anche diversi mesi. Gli adempimenti necessari per erogare una nuova pensione sono davvero molti. In alcuni casi l’INPS attende conferme da parte di soggetti terzi e resta in attesa per settimane. Se non addirittura per mesi. I neopensionati possono ovviamente chiedere un aggiornamento al proprio CAF di riferimento o tramite i servizi on-line. In alternativa potranno consultare direttamente l’istituto di persona o tramite il call center.

In caso di pensione non accreditata, ecco cosa fare subito

Se il ritardo avviene dopo aver chiesto una modifica delle modalità di pagamento, non bisogna allarmarsi. Capita spesso, infatti, che l’INPS impieghi diverse settimane per aggiornare l’anagrafica del beneficiario con il nuovo IBAN. Con il messaggio 3506/2014, l’Ente previdenziale ha spiegato che, in particolari situazioni, per il pagamento bisogna far riferimento alla sede territoriale di competenza. Questo è il caso, ad esempio, di coordinate bancarie errate a causa di modifica della ragione sociale della banca del beneficiario. Una situazione non improbabile in questo periodo di fusioni e accorpamenti bancari. Per sbloccare questa situazione, l’interessato dovrà contattare personalmente la sede INPS di competenza. Tra le situazioni che possono causare un ritardo nella contabilizzazione c’è anche la procedura di reversibilità. Soprattutto quando il beneficiario di questa opzione non è il coniuge. Abbiamo trattato questo tema in un recente approfondimento.

Un blocco per arretrati dovuti al Fisco

Il messaggio INPS 1085/2018 ha introdotto un’ulteriore motivazione di mancato pagamento di una pensione. La Legge di Bilancio 2018 ha infatti previsto l’obbligo per l’Ente previdenziale di effettuare alcune verifiche con l’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima deve verificare la presenza di eventuali pendenze con il Fisco del pensionato. Si tratta di una verifica prevista esclusivamente per le rate di pensione superiori a 5.000 euro. La verifica richiede un tempo massimo di cinque giorni. L’Agenzia delle Entrate avrà invece 60 giorni di tempo per provvedere al blocco dell’erogazione e per notificarla al pensionato. In questo caso è fondamentale contattare l’AdE e verificare la natura del debito e le modalità di gestione. In caso di pensione non accreditata, ecco cosa fare subito, quindi, in caso di pendenze con l’Erario.

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