Il TFR si riduce secondo la Cassazione non per lavoratori dipendenti e pubblici ma per la categoria che si trova in questa circostanza

Come forse sapremo il Trattamento di Fine Rapporto rappresenta una forte garanzia tanto per il lavoratore, quanto per i parenti. Infatti, questa misura serve per attutire le difficoltà economiche eventualmente emergenti dopo la conclusione di un lavoro e nell’attesa della ripresa di un’altra attività. Nel caso di morte del lavoratore stesso, invece, la cifra è destinata ai parenti sopravvissuti che erano a carico. In questo caso il relativo ammontare non sarà nemmeno soggetto a tassazione per i parenti più stretti. Infatti questa è già avvenuta alla fonte.

Il punto però è che i parenti sopravvissuti potrebbero trovarsi una spiacevole sorpresa di cui non erano a conoscenza. Infatti, il TFR si riduce secondo la Cassazione per l’ex coniuge divorziata. È quanto stabilito dall’Ordinanza dei Supremi giudici numero 21247/2021.

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Il principio riconosciuto

La questione riguardava la ripartizione del TFR tra coniuge divorziato e quello cosiddetto superstite. La situazione si era venuta a creare perché il de cuius, ovvero il soggetto deceduto, aveva interrotto il primo matrimonio. Dopo la separazione, era avvenuto il divorzio. Di certo lo scioglimento del vincolo non preclude la percezione del TFR. Infatti, non implica la fine della solidarietà reciproca dei membri della coppia. Nel frattempo, però, possono avvenire fatti ulteriori, come quello costituito dall’unione stabile in regime di convivenza ed un successivo matrimonio. In questo caso entrambi i soggetti possono vantare diritti sulla somma.

Il giudice nella ripartizione della somma del TFR può valutare vari aspetti e non solo la durata del secondo matrimonio. Questo criterio, infatti, viene indicato dalla legge come vincolante secondo l’art.9 comma 3 della Legge 898 del 1970. Il giudice però dovrà considerare di certo la situazione economica complessiva di entrambi i soggetti. Inoltre, secondo la Cassazione, il giudice può, e deve, anche valutare la stabilità e l’effettivo svolgimento di una convivenza precedentemente avvenuta rispetto alla stipula del secondo matrimonio.

Il TFR si riduce secondo la Cassazione non per lavoratori dipendenti e pubblici ma per la categoria che si trova in questa circostanza

Questo avviene per andare incontro ad un principio di effettività. Di conseguenza il TFR potrà proporzionalmente essere ridotto nei confronti dell’ex coniuge considerati anche questi parametri e sempre che la parte riesca a dimostrarli.

Non dimentichiamo poi che il TFR può essere richiesto anche in momenti differiti. In primo luogo, è possibile accedere ad una quota tramite l’istituto del cosiddetto TFR anticipato. E poi, ricordiamo che normalmente il TFR può essere richiesto solo dai lavoratori dipendenti nel settore privato prima dell’arrivo del pensionamento. C’è però un’eccezione per la quale anche i lavoratori pubblici possono richiederlo ed accedere al beneficio.

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