Il rischio che molti sottovalutano firmando una delega su conto corrente

Non è raro vedere persone terze operare su conti correnti non propri grazie a una delega.

La delega sul conto corrente, infatti, è una procedura che fornisce la possibilità ai terzi di operare in rappresentanza del titolare.

Spesso sono i figli ad avere la firma sul conto corrente dei genitori. Ma non è raro delegare anche terzi estranei (ad esempio la badante).

La necessità di nominare un rappresentante si manifesta, principalmente, nel caso in cui il correntista non possa agire personalmente. Questo accade, nelle persone anziane, per problemi di natura fisica che rendono difficoltoso muoversi di casa.

Ebbene, vediamo il rischio che molti sottovalutano firmando una delega su conto corrente.

Come nominare un delegato

Il delegato potrà essere nominato dal titolare del conto semplicemente recandosi nell’istituto di credito.

Entrambe le parti dovranno presentare documento d’identità e codice fiscale all’addetto prima di firmare l’autorizzazione.

Nel caso in cui il conto fosse cointestato dovranno essere entrambi i titolari a nominare il delegato. Tuttavia, potranno essere nominati più delegati che opereranno con firma disgiunta.

Nella delega potranno essere specificati i limiti alle operazioni che il delegato potrà effettuare.

Operazioni e limiti

La delega non comporta, ovviamente, una modifica della titolarità del conto. Il delegato opererà solamente come sostituto del titolare del conto.

Per operare il delegato dovrà sottostare alla tipologia di delega sottoscritta:

Delega a firma congiunta. Viene specificato un certo importo oltre al quale si richiederà l’autorizzazione del delegante.

Delega a firma disgiunta. Il delegato potrà sempre operare senza l’autorizzazione del delegante.

Inoltre, nella delega verranno specificati gli eventuali limiti alle operazioni che il delegato potrà effettuare.

Le operazioni più frequenti che il delegato potrà compiere riguarderanno l’emissione di assegni, versamento e prelievo di contanti. E ancora  l’effettuare bonifici in nome e per conto dell’intestatario del conto.

Il soggetto nominato non potrà, però, chiudere il conto corrente.

Le sue funzioni verranno meno in caso di morte o perdita della capacità di agire dell’intestatario se operava su conto con titolarità singola.

Se il conto è cointestato, invece, la revoca potrà essere chiesta anche da uno solo dei contestatari che dovrà informare il delegato e l’altro titolare.

Rilievi penali e il rischio che molti sottovalutano firmando una delega sul conto corrente

Non è infrequente imbattersi in racconti di conti correnti svuotati da soggetti che avevano la piena fiducia del titolare. Ecco il rischio che molti sottovalutano firmando una delega su conto corrente.

Il delegato potrà utilizzare il denaro presente sul conto corrente solamente in nome e per conto di chi l’ha nominato. Tuttavia, nel caso in cui il delegato si appropri del denaro presente sul conto utilizzandolo per scopi personali la banca non sarà responsabile.

Il delegante dovrà chiederne la restituzione al delegato.

Il problema maggiore sorgerà nel caso di delegato privo di redditi. Non sarà possibile ottenere nulla, non potendo pignorare niente.

Un’altra possibilità a favore del titolare defraudato è quella di presentare querela nei confronti del delegato. Ai sensi dell’art. 646 c.p., infatti, chi si appropria di un bene altrui di cui ha il possesso, per qualsiasi titolo, è punito a querela della persona offesa.

Affinché si configuri il reato, l’agente dovrà comportarsi come proprietario del bene stesso. E l’azione dovrà essere finalizzata all’ottenimento di un ingiusto profitto.

Per proteggersi dall’appropriazione indebita in caso di conto cointestato si consiglia la lettura di questo articolo.

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