I progetti di beneficenza per la didattica a distanza

Il lockdown forzato ha costretto milioni di ragazzi a casa senza la possibilità di recarsi a scuola per molte settimane. Una condizione che ha rallentato di molto l’attività didattica e che ha avuto riflessi negativi sulla socialità dei più giovani. Ma gli aspetti negativi non finiscono qui, purtroppo.

Per far fronte all’assenza dei ragazzi a scuola, è stata introdotta la didattica a distanza (DAD). Si tratta di una modalità di insegnamento (e di apprendimento) che ha creato non pochi problemi agli insegnanti, agli studenti e ai loro genitori.

Il principale aspetto critico ad essa legato, riguarda soprattutto il possesso dei dispositivi elettronici e la lentezza della rete Internet. Infatti, non tutte le famiglie dispongono di un Pc per ciascun figlio. Parimenti, non tutte le aree del Paese sono servite allo stesso modo da una rete efficiente e veloce.

Nei mesi scorsi, però, non sono mancate iniziative solidali per colmare tali lacune. Vediamo, allora, quali sono i progetti di beneficenza per la didattica a distanza.

PC4U

Letteralmente “computer per te”, “PC4U” è una brillante iniziativa nata a Milano da quattro ragazzi diciottenni. Colpisce come questi ragazzi, ancora in età scolare, nel loro piccolo si siano fatti carico di un problema così grande.

Al centro del progetto, attivo nella zona del milanese, vi sono le donazioni e le richieste di un computer per poter partecipare alla DAD. L’iniziativa è del tutto no-profit.

Tuttavia, chi volesse può sostenere l’idea dei ragazzi tramite piccole donazioni finanziare da effettuare direttamente sul sito del progetto.

Device 4 All

I progetti di beneficenza per la didattica a distanza non finiscono qui. Sulla scorta di “PC4U” si colloca “Device 4 All”. Nata nell’ambito del progetto “Matita sospesa”, con la collaborazione di “Nonna Roma” e “Informatici senza frontiere”, questa iniziativa nasce nella capitale.

L’idea degli organizzatori, riuniti intorno all’associazione di promozione sociale “Rimuovendo gli ostacoli”, è quello di contrastare la disuguaglianza educativa. Nonché favorire il diritto allo studio.

I volontari sono impegnati attivamente, anche in questo caso, nella raccolta, riciclo e distribuzione gratuita di Pc e tablet alle famiglie bisognose.

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