Per la parte macro, la realtà è quella che, magistralmente, descrive Yardeni nell’allegato riportato: nulla di nuovo, repetita iuvant.
Chi la segue fa quattrini.
La realtà è poi costellata da percezioni e rischi.
L’elenco sarebbe lungo — rinvio ai precedenti settimanali-.
Chi dà enfasi alle percezioni e ai rischi continua a perdere soldi, pur con i dovuti distinguo tra settori e titoli azionari.
In un mondo così mutevole — economics / politics — riconosco che spesso non è facile discernere percezioni ( hype) e rischi dalla realtà.
L’allegata intervista a Gene Munster, per la parte micro ( Ai) , diventata oggi macro per ripple effect, stralcia in modo originale la realtà dai rischi nel comparto.
Per quanto concerne questi ultimi, sia macro/ politics che micro, vi consiglio la lettura quotidiana del FT e dell’Economist settimanale . Entrambi descrivono con dovizia di particolari i rischi che si corrono : geopolitics, indipendenza Fed, bolla AI, affordability, concentrazione del rischio su pochi titoli (s&p 500) , crypto, ecc.
La gestione azionaria , a seconda dell’ attitudine risk adverse / risk taking, da tempo immemore gestisce questi rischi con adeguate tecniche di copertura , correntemente anche poco costose col vix sui livelli attuali : nulla di nuovo.
Dal mio punto di vista il rischio geo politico corrente che forse passera’ alla storia nella sua semantica come il periodo Trumpiano resta riconducibile, sia pure con forme peculiari -si sa che la forma e’ sostanza- all’ atavica triade della utopica ” Repubblica di Platone” , democrazia ( spesso falsa) e tirannia.
In altri termini , la mia visione da gattopardo in cui la sostanza storica non cambia / nulla di nuovo, ma cambiano le modalita’ con cui si arriva alla stessa , sembra essere quella del mercato , con reazioni finora ” muted” agli avvenimenti in corso geo politici in corso.
Per altri versi , non e’ un fatto nuovo che nel mondo su oltre 160 governi la maggioranza siano ispirati a tirannia o quasi.
Per non parlare che non e’ un fatto nuovo su base storica che dietro guerre o la stessa sanguinosa protesta in Iran di questi giorni ci siano motivazioni prevalentemente economiche.
Per quanto riguarda invece le percezioni, basta far capo all’andamento del mercato , che per un periodo le amplifica, salvo poi cancellarle in un successivo reality check , nulla di nuovo.
Un chiaro esempio è la percezione della bolla AI, smentita sonoramente di recente dalla performance del SOXX a 1 mese , +15%!
Nel commento del 30 novembre scorso mi schierai a favore del paper dell’analista di Pictet, che privilegiava i titoli infrastrutture AI “picks and shovels” rispetto agli hyperscalers; a 1 mese , per quelli ricompresi nel SOXX, done!
All’appello mancano ancora i titoli di infrastrutture software e cybersecurity, con performance negative nell’ ultimo scorcio : I still bet on these.
Rinvio all’ultimo allegato, già riportato nel commento del 30 novembre scorso , repetita iuvant.
Bwe
