Emergenza Sanità e il caso dei Medici in affitto, la risposta della MST Group a «Fuori dal Coro»

La trasmissione «Fuori dal Coro» di Mario Giordano nella puntata del 17 maggio 2022 fa luce sul fenomeno dei Medici in Affitto. Si tratta di «Medici di Pronto Soccorso senza specializzazione che lavorano in Ospedali pubblici e vengono reclutati da società private», dichiara il giornalista. Il caso che secondo la trasmissione sarebbe più eclatante riguarda la Sanità in Sardegna e in particolare Oristano. Il riferimento sarebbe all’annuncio di reclutamento dalla società MST Group che risale a qualche mese fa e (appunto) si rivolge a medici che non abbiamo particolari specializzazioni.

I fatti

Da quel che ci risulta i Medici in Affitto, entrano in Ospedali Pubblici senza concorso pubblico ma appunto tramite società esterne. Non avrebbero esperienza di Pronto Soccorso, almeno non sempre, né tantomeno competenze in settori specifici. «Non sono chirurghi e nemmeno cardiologi» ascoltiamo dal servizio giornalistico «Di Fuori dal Coro». Tali professionalità per così dire «vergini» sarebbero preposte alla gestione dei codici bianchi e verdi. I codici gialli e rossi invece vengono dirottati ad altre strutture o professionalità. Tale fenomeno riporta in luce l’emergenza Sanità e il caso dei Medici in affitto.

L’«imputato»

Nel mirino della trasmissione in particolare c’è l’annuncio che avrebbe pubblicato la MST Group. E il testo incriminato sarebbe il seguente: «Non sono richiesti specialisti o figure particolari, si tratta di effettuare un triage avanzato e chiamare lo specialista appropriato che si farà carico del paziente» E ancora, «se arriva il dolore toracico chiamate direttamente il cardiologo, se arriva una deviazione rima buccole, chiamate il neurologo». Lo leggiamo da un quotidiano della provincia di Oristano che già nel mese di febbraio riporta la novella con tanto di sdegno. Al punto da far parlare di emergenza Sanità e il caso dei Medici in affitto. Il timore, secondo la testata di Oristano, sarebbe che l’utenza possa recarsi al Pronto Soccorso e non essere assistita adeguatamente. Da qui il rischio, presunto, di diagnosi sbagliate.

MST Group

Chiediamo ad uno dei soci della MST Group e responsabile sanitario dell’appalto come funziona tale forma di reclutamento. Matteo Zanella ci dice: «il servizio di ieri è strumentale perché manca di alcune precisazioni. L’espressione Medico in affitto, se vogliamo è un luogo comune. Noi mettiamo a disposizione delle professionalità in base alle richieste e mediante gare d’appalto. Non andiamo noi a proporre un servizio agli ospedali. Rispondiamo ad una richiesta che nasce da un’esigenza. Dopodiché non è che i medici senza specialità vengono impiegati in ruoli non in linea con le proprie competenze – prosegue –  La richiesta è per i codici bianchi e verdi ed è un modo per far fronte alla carenza di personale e garantire all’utenza l’accesso.

Diversamente il Pronto Soccorso in alcuni casi non riuscirebbe proprio ad accogliere i pazienti. Laddove si tratta di codici diversi, subentrano altre specialità. Non c’è nulla di strano. Se poi il Ministero della Salute dovesse decidere che tutto questo non è opportuno noi non parteciperemo. Quindi non è che facciamo cose strane». Chiude Zanella, Medico specialista in anestesia e rianimazione: «altra cosa riguarda l’aspetto economico: in tv hanno fatto l’esempio di un compenso pari a 12mila Euro. Si tratta di una cifra approssimativa, lorda. Al netto si tratta grosso modo della metà dell’importo o anche meno».

Emergenza Sanità e il caso dei Medici in affitto, la risposta della MST Group a «Fuori dal Coro»

Intanto diamo anche un occhio alla Legge di Bilancio 2022. Il finanziamento per il Servizio Sanitario Nazionale cresce di 2 miliardi l’anno per tre anni consecutivi. A questi si aggiungono 2 miliardi in Conto Capitale. Inoltre, sono previste indennità per il Personale di Pronto Soccorso. Infatti dal 1° gennaio il comparto dovrebbe contare su uno stanziamento complessivo di 90 milioni di euro. I fondi andranno anche all’edilizia sanitaria e saranno dedicati alla stabilizzazione del personale precario arrivato in corsia con l’emergenza Covid.

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