Ecco quando conviene ritirare gli interessi dei buoni alle Poste per fare una vacanza o comprare una TV, un cellulare o un divano

Tra gli strumenti di investimento graditi dagli italiani, incontriamo i buoni fruttiferi postali (BFP), specie da quando sono aumentati gli interessi. Sono prodotti emessi da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e distribuiti da Poste Italiane, sia online sia tramite la rete degli uffici territoriali.

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In merito ai buoni fruttiferi postali

Sono molti gli elementi che caratterizzano i buoni e che incontrano le preferenze dei risparmiatori. Troviamo anzitutto la garanzia dello Stato sul capitale versato. Inoltre, la tassazione è agevolata al 12,50% e sono esenti da imposte di successione. Il taglio minimo di sottoscrizione parte spesso dai 50 euro (e multipli), quindi alla portata di tutte le tasche. Ancora, non prevedono costi di sottoscrizione, gestione e rimborso finale, che può avvenire sia a scadenza sia durante il periodo di maturazione.

In qualunque momento il risparmiatore ha sempre diritto alla restituzione del capitale, al netto degli eventuali oneri di natura fiscale. Gli interessi, invece, non vengono corrisposti prima che sia trascorso un determinato numeri di mesi dalla sottoscrizione. Questo periodo minimo di attesa varia a seconda della tipologia di buono sottoscritto. In particolare, ecco quando conviene ritirare gli interessi dei buoni alle Poste per affrontare una spesa imprevista o pianificata già da tempo.

La struttura dei rendimenti sui buoni postali

La struttura dei rendimenti dei buoni è generalmente del tipo step-up, cioè il tasso d’interesse sale al crescere del periodo di possesso.

Facciamo un esempio per tutti, prendendo a riferimento il buono 4X4. Il titolo prevede 4 distinte finestre temporali, ognuna della durata di 4 anni. Il sottoscrittore ha sempre diritto al rimborso del capitale e, al termine del 4°, 8° e 12° anno anche agli interessi maturati. Come anticipato sono fissi e crescenti (step-up) e pari a:

  • il rendimento effettivo annuo lordo alla fine del 4° anno è pari allo O,30%;
  • sale allo 0,45% al termine del secondo quadriennio;
  • arriva allo 0,80% alla fine del 12° anno;
  • è pari all’1,25% alla scadenza naturale del prodotto (16° anno).

È evidente, quindi, che per assicurarsi il miglior rendimento convenga attendere fino al termine del periodo di maturazione.

Ecco quando conviene ritirare gli interessi dei buoni alle Poste per fare una vacanza o comprare una TV, un cellulare o un divano

A differenza dei titoli di Stato che staccano la cedola ogni 6 mesi (tranne gli zero coupon), per i buoni vigono regole differenti. Questi strumenti distribuiscono gli interessi solo all’atto del loro rimborso. Quest’ultimo può avvenire tanto a naturale scadenza, quanto durante il periodo di maturazione. Per incassare anche gli interessi collegati al buono, l’importante è che sia trascorso il periodo iniziale di infruttiferità. In caso contrario si riceve solo il capitale investito.

Infine, nessun buono distribuisce cedole di interessi durante la loro vigenza. Solo nel caso del buono 7insieme è prevista l’erogazione di flussi monetari durante la sua vigenza. Ad ogni modo va precisato che si tratta comunque di quote di capitale.

Approfondimento

Spostando 20.000 euro dal conto corrente su questo BTP si guadagna il necessario per pagare le tasse scolastiche universitarie dei figli

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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