Ecco perché fino a 51.000 euro non pagherai le tasse sui tuoi guadagni

La legge impone ai cittadini di pagare le tasse sui propri guadagni. Sia che si tratti di redditi da lavoro che da altre fonti, i nostri guadagni ci obbligano al pagamento delle imposte. Le persone fisiche pagano un’imposta sui redditi detta IRPEF. Essa prevede aliquote crescenti all’aumentare del nostro reddito, quindi sotto una determinata soglia di guadagni annui non pagheremo nulla. Con il crescere dei nostri redditi salirà anche la percentuale dovuta al Fisco, fino ad arrivare al 43%. Sugli investimenti invece, i privati pagano un’imposta sostitutiva pari al 26% del guadagno maturato.

Questa imposta scende al 12,5% sui guadagni derivanti da titoli di Stato come BOT e BTP. L’imposta sostitutiva non è progressiva come l’IRPEF: la percentuale sarà quindi sempre la stessa indipendentemente dall’importo investito. Esistono però degli investimenti innovativi che non rientrano nelle casistiche previste dalla legge. Ecco perché fino a 51.000 euro non pagherai le tasse sui tuoi guadagni.

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Criptovalute: investimenti, monete o sistemi di pagamento?

Da alcuni anni è possibile acquistare e vendere criptovalute. Si tratta di strumenti finanziari non inquadrati con precisione dalla legge. Esistono infatti vari approcci che vedono le criptovalute da diversi punti di vista. Per alcuni sono una moneta, poiché questa è anche la finalità per cui sono nate. Secondo altri si tratta di sistemi di pagamento totalmente indipendenti rispetto a quelli più tradizionali. Per molti poi, le criptovalute sono uno strumento di investimento.

In grado quindi di creare dei guadagni ai possessori. Trattandosi di strumenti molto recenti, nessuna norma di legge cita esplicitamente le criptovalute. Nemmeno la più nota e diffusa, ovvero il Bitcoin. Ecco perché fino a 51.000 euro non pagherai le tasse sui tuoi guadagni. Semplicemente perché la legge non ne ha ancora definito la natura. Esistono però una serie di pronunce dell’Agenzia delle Entrate e di alcuni tribunali che hanno stabilito alcuni aspetti interessanti.

Ecco perché fino a 51.000 euro non pagherai le tasse sui tuoi guadagni

Recentemente la disciplina sulle criptovalute ha subito l’influenza di due importanti pronunce. Il provvedimento 85457 dell’AdE che disciplina il 730 del 10 aprile 2019 e la Sentenza 1077/2020 del TAR del Lazio. L’Agenzia delle Entrate ha imposto l’obbligo di dichiarare il possesso di criptovalute nella dichiarazione dei redditi. Tesi confermata anche dal TAR che ha stabilito la natura di reddito prodotto all’estero per i guadagni derivanti dal Bitcoin.

Le persone fisiche dovranno quindi riportare le proprie criptovalute nel riquadro RW del modello 730. I cittadini dovranno anche pagare le tasse sulle eventuali plusvalenze. Ma solo se l’importo del proprio portafoglio di criptovalute supera per almeno 7 giorni consecutivi il valore di 51.000 euro. Ecco perché fino a 51.000 euro non pagherai le tasse sui tuoi guadagni in criptovalute. Per chi eccedesse questa cifra l’imposta prevista è l’aliquota del 26% sui guadagni addebitata al momento della vendita degli strumenti finanziari.

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