Ecco perché far valere i propri diritti in banca diventa sempre più difficile

Il rapporto tra correntisti e mondo bancario è sempre stato piuttosto controverso. Le banche, infatti, partono certamente da una posizione di vantaggio sia a livello di competenze che di capacità di difesa. Gli Istituti di credito dispongono di personale esperto nei vari ambiti di attività mentre la clientela ha spesso competenze inferiori. Inoltre, in caso di contenzioso, gli uffici legali delle banche riescono a gestire facilmente la vertenza a proprio vantaggio. Ne consegue che quando un cliente intende contestare il comportamento di un Ente finanziario si trova di fronte una serie di ostacoli difficilmente sormontabili. Al contrario, gli Istituti possono agire con maggior facilità nei confronti dei correntisti. Recenti dati resi pubblici dall’Arbitro Bancario e Finanziario dimostrano che questa asimmetria sta divenendo progressivamente più marcata a svantaggio della clientela. Ecco perché far valere i propri diritti in banca diventa sempre più difficile.

Le nuove norme in materia

Con il 2021 è entrata in vigore una nuova normativa che aumenta ulteriormente gli impatti delle scelte delle banche sulla clientela. Il Regolamento UE/2018/171 consente infatti agli Istituti di chiedere il fallimento di una controparte per condizioni sia oggettive che soggettive. Un’impresa rischierà quindi di dover portare i libri in tribunale qualora una banca creditrice ne valuti negativamente la capacità di rimborso. A fronte di un’accresciuta discrezionalità del mondo finanziario, non sembra che la clientela riesca a vedersi riconoscere le proprie ragioni. Quando un cliente, privato od impresa, intende contestare l’operato di una banca può rivolgersi all’Arbitro Bancario e Finanziario. Quest’organo di risoluzione stragiudiziale delle controversie ha recentemente lamentato una scarsa attenzione alle proprie decisioni da parte delle banche. Insomma, spesso, quando l’arbitrato dà ragione ai clienti, le banche ne disattendono le decisioni. Ecco perché far valere i propri diritti in banca diventa sempre più difficile.

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Ecco perché far valere i propri diritti in banca diventa sempre più difficile

Secondo l’ABF, circa il 60% dei ricorsi vede la clientela prevalere ed un ulteriore 14% si conclude con una transazione bonaria. In altre parole, circa 2 ricorsi su 3 risultano fondati ma spesso le banche non rispettano le decisioni stragiudiziali. Solo lo scorso anno, ben 937 decisioni dell’Arbitro non hanno ottenuto riscontro da parte degli Istituti che preferiscono discuterne in tribunale. Infatti, costi e durata dei processi disincentivano i cittadini, mentre gli uffici legali dei colossi finanziari possono gestirli con tranquillità. La clientela deve quindi spesso rinunciare a far valere i propri diritti per evitare tempi e costi della Giustizia. In un recente articolo, lo Staff di ProiezionidiBorsa ha analizzato le alternative per difendersi evitando di far causa alla propria banca.

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