Ecco che pensione di vecchiaia spetta a 67 anni in base ai contributi

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Quanto vale, oggi, una pensione di vecchiaia? Al compimento dei 67 anni il lavoratore accede alla pensione ma di norma dovrà abituarsi ad un reddito più basso. Quasi mai la pensione, infatti, è uguale all’ultimo stipendio. Soprattutto se gli anni di contributi versati non sono moltissimi. Proprio per questo è comodo sapere con un certo anticipo l’importo che si verrà a prendere. Se troppo basso, infatti, con un adeguato anticipo si potrà provvedere a costruire una pensione integrativa. Ecco che pensione di vecchiaia spetta a 67 anni a chi ha versato 20, 30 e 40 anni di contributi.

L’importo dipende dai contributi

Determinanti per calcolare la pensione spettante, sono i contributi. Chi ha lavorato molti anni, infatti, avrà un’assegno mensile più alto. Ma anche chi ha avuto retribuzioni più alte avrà un importo più corposo. Quello che bisogna considerare, infatti, è che con il sistema contributivo l’INPS funziona come un salvadanaio. Tanto si versa e tanto restituisce, rivalutato.

Per chi, quindi, si appresta alla pensione con 20 anni di contributi e con una retribuzione media di 1.500 euro al mese, la vecchiaia potrebbe essere dura.

Che pensione con 20 anni di contributi?

Supponiamo che un lavoratore percepisca, per 20 anni, 1.500 euro al mese di stipendio medio. I contributi che il datore di lavoro versa sono di 495 euro al mese per 13 mensilità. Un montante contributivo annuo di 128.700 euro. Questa cifra può sembrare alta, ma in realtà non lo è.

Applicando a questo montante contributivo il coefficiente di trasformazione relativo ai 67 anni, abbiamo una pensione annua di 7.175 euro. Che corrisponde ad una pensione mensile di 551 euro.

Se lo stesso lavoratore ha versato, ad esempio, contributi per 30 anni, avrà un montante contributivo di 193.050 euro. Ed una pensione mensile di 827 euro. Se, invece, versa per 40 anni la pensione mensile è pari a 1.103 euro.

Ecco che pensione di vecchiaia spetta a 67 anni in base ai contributi

Per avere una pensione pari all’ultimo stipendio questo lavoratore dovrebbe aver versato 55 anni di contributi. Qualsiasi sia la retribuzione media, per riceverla di pensione sarebbero necessari 55 anni di versamenti. Appare chiaro, quindi, come con il sistema contributivo non sia assolutamente possibile avere un assegno che ricalchi l’ultimo stipendio.

Ovviamente, con il salire delle retribuzioni, sale anche l’importo dell’assegno esponenzialmente. Ma sarà sempre lontano dall’ultima busta paga. E proprio per questo, laddove si pensa di non riuscire a tirare avanti con la sola pensione, diventa indispensabile pensare ad una integrazione.

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