Ecco che indennità mensile spetta al lavoratore disoccupato che aveva stipendio di 1.400 euro al mese

Per chi perde il lavoro un grosso aiuto viene dall’indennità di disoccupazione. In particolare la NASPI viene erogata ai lavoratori dipendenti del settore privato, mentre ai dipendenti pubblici spetta solo per scadenza contratto a termine ma non per quelli di ruolo. Si tratta, quindi, di un paracadute che offre fino ad un massimo di 24 mesi di indennità. In questo modo il disoccupato ha tutto il tempo necessario per cercare una nuova occupazione senza rimanere senza entrate mensili. L’importo della NASPI è variabile da un lavoratore ad un altro. Questo perchè è calcolato non sull’ultimo stipendio ma sulla media delle retribuzioni imponibili degli ultimi 48 mesi. Ma, per essere più precisi, ecco che indennità mensile spetta al lavoratore in base allo stipendio percepito e quello medio.

L’importo è in base allo stipendio

Una prima precisazione è d’obbligo: maggiore sarà la retribuzione media, più alto sarà l’importo dell’indennità. Con un limite massimo fissato a 1.360 euro mensili.

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Ma come si calcola l’indennità di disoccupazione? Innanzitutto il calcolo si differenzia in base all’importo della retribuzione media imponibile: se è minore i maggiore di 1.250,87 euro. Se è minore l’importo sarà pari al 75% dello stipendio medio. Se è maggiore di tale importo, invece sarà pari a:

  • il 75% di 1.250,87 euro;
  • più il 25% della differenza tra la retribuzione media e 1.250,87 euro (fino ad un massimo di 1.360,77 euro).

Ecco che indennità mensile spetta al lavoratore disoccupato che aveva stipendio di 1.400 euro al mese

Per poter calcolare l’importo spettante di NASPI è necessario, quindi, conoscere la retribuzione media imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni. Supponiamo che un lavoratore, per assurdo, negli ultimi 48 mesi precedenti al licenziamento abbia avuto una retribuzione media di 1.400 euro, sempre. Come si calcola la sua NASPI?

In questo caso, essendo la retribuzione media superiore a 1.250,87 euro si procede in questo modo:

  • il 75% di 1.250,87 euro, ovvero un importo pari a 938,15 euro;
  • il 25% della differenza tra la retribuzione media e 1.250,87 euro. All’importo precedente, quindi, va aggiunto il 25% di 149,13, ovvero 37,28 euro.

Per chi ha uno stipendio medio imponibile di 1.400 euro, quindi, l’indennità di disoccupazione spettante è pari a 975,43 euro mensile. Ma solo per i primi 5 mesi di fruizione. A partire dal primo giorno del sesto mese, infatti, inizia il meccanismo della decalage, un taglio del 3% al mese dell’importo spettante.

Dal sesto mese, quindi, l’importo di 975,43 euro si riduce a  946,16 euro. Il mese successivo il taglio sarà calcolato sull’importo già ridotto e porterà la cifra spettante a 917,77 euro. Il taglio del 3%, in ogni caso, durerà poi fino alla scadenza della NASPI.

Approfondimento

Solo in questi due particolari casi al lavoratore che presenta dimissioni volontarie spetta l’indennità di disoccupazione NASPI

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