Cosa fare quando muore un genitore o un parente

Nonostante la morte di un genitore o di un proprio caro sia un momento molto difficile da affrontare e da superare, i parenti oltre ad elaborare l’evento hanno il dovere di occuparsi delle incombenze successive al decesso. Devono disbrigarsi, infatti, tra tutte le questioni burocratiche, legali e fiscali legate alla dipartita del proprio caro.

Il Team di ProiezionidiBorsa si dedica spesso a queste questioni, spiegandole dettagliatamente. Qui, ad esempio, abbiamo spiegato entro quanto, e come, va restituita la pensione dopo la morte del beneficiario.

Oggi, invece, vogliamo fornire ai nostri Lettori una mini guida sulle cose da fare quando muore un genitore o un parente.

Vediamo, dunque, cosa fare quando muore un genitore o un parente.

Genitore o parente pensionato

Quando muore un genitore o un parente, titolare di una pensione INPS, tra le prime cose che i familiari devono fare, c’è di sicuro questa!

Devono controllare che il medico necroscopo comunichi il decesso del genitore o del parente all’Istituto di Previdenza.

Il medico necroscopo, ricordiamo, è il medico dell’ASL che certifica il decesso di una persona entro 48 ore dall’evento.

I familiari devono, infatti, comunicare il decesso entro quindici ore dall’evento al medico che, a sua volta, dovrà comunicarlo online direttamente sul sito ufficiale dell’INPS.

Tale comunicazione dà diritto agli eredi di ricevere la pensione di reversibilità qualora il defunto era titolare di una pensione.

Oppure dà diritto alla pensione indiretta qualora il defunto era un lavoratore assicurato, non titolare di pensione.

Inoltre, con la comunicazione del decesso del pensionato, l’INPS sospende l’erogazione della pensione di cui era titolare il genitore oppure il parente.

La dichiarazione di successione

Quando muore un genitore o un parente e vi sono dei beni immobiliari il cui valore è superiore a 100mila euro, i familiari entro dodici mesi dal decesso, devono presentare all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di successione.

L’Agenzia delle Entrate competente a registrare la dichiarazione è quella dell’ultima residenza del defunto. L’Agenzia calcolerà in base al grado di parentela, alle quote ereditarie e al valore dei beni immobiliari le tasse da pagare.

Cosa fare quando muore un genitore o un parente

Il testamento. Se i familiari del defunto sono all’oscuro circa l’esistenza o meno di un testamento scritto dal parente possono rivolgersi direttamente al Notaio di fiducia o al Consiglio Notarile per un’indagine. Comunque, la cosa più importante che i familiari devono fare, dopo essere venuti a conoscenza dell’esistenza di un testamento, è quella di affidarsi al Notaio oppure rivolgersi all’Ufficio competente di un Patronato al fine di avviare la pratica di successione.

Conti bancari. Un altro adempimento burocratico piuttosto noioso riguarda il conto o i conti correnti di cui era titolare il genitore o il parente defunto. I familiari, in questi casi, devono personalmente, o con comunicazione scritta a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, informare la banca e gli altri eventuali istituti finanziari. La banca provvederà temporaneamente a bloccare il conto corrente, in attesa di ricevere la dichiarazione di successione registrata all’Agenzia delle Entrate.

Le utenze. Per quanto riguarda le utenze abitative, i familiari devono comunicare le variazioni di intestazione delle utenze stesse direttamente agli enti fornitori dei servizi di luce, acqua, gas ed utenze domestiche. In effetti, si avrà una voltura per successione. Per la TARI, la tassa sui rifiuti, occorre rivolgersi direttamente presso l’Ufficio Comunale. È necessario avere con sé la dichiarazione di successione registrata.

L’automobile del defunto. Se il genitore o il parente era anche proprietario di un’autovettura, il familiare che vuole utilizzare l’auto deve con il consenso degli altri eredi intestarsi il veicolo procedendo con il passaggio di proprietà. Si consiglia di rivolgersi entro 60 giorni dal decesso ad una agenzia di pratiche automobilistiche che sbrigherà velocemente la pratica per il passaggio di proprietà e la successione per eredità dell’autovettura.

Le Assicurazioni. Qualora il defunto fosse titolare anche di altre polizze al di là di quella sull’automobile, immaginiamo una polizza sugli infortuni o sul rischio morte, è necessario che i familiari provvedano subito ad informare le assicurazioni dell’evento.

Cosa fare quando muore un genitore o un parente con la dichiarazione dei redditi

Altro aspetto da non trascurare riguarda la dichiarazione dei redditi.

Uno degli eredi, infatti, l’anno successivo alla morte del genitore o del parente, dovrà presentare la dichiarazione dei redditi anche per il defunto, i cui dati saranno riportati in un apposito riquadro.

La detrazione ai fini IRPEF delle spese funebri

Un altro aspetto da non sottovalutare in queste tristi circostanze, è quello che riguarda la detrazione delle spese funebri.

Nella dichiarazione dei redditi per l’anno successivo all’evento morte, il coniuge, anche se legalmente separato, o i figli del defunto, hanno diritto alla detrazione d’imposta delle spese funebri nella misura del 19% sull’importo complessivo di 1.549,37 euro.

Diritto che spetta anche ai nipoti diretti, ai genitori, ai generi, alle nuore, ai fratelli o alle sorelle, così come al suocero o alla suocera, ai nonni o alle nonne.

Ai fini della detrazione non conta se il genitore o il parente defunto fosse o meno a carico del richiedente.

Ecco spiegato cosa fare quando muore un genitore o un parente.

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